Il programma, proposto in occasione del centenario della nascita di Hans Werner Henze, rende omaggio a uno dei protagonisti assoluti del secondo Novecento, mettendo in luce il suo legame profondo con la cultura italiana e, in particolare, con Napoli.
Sarà possibile ascoltare una pagina che affonda le radici nella tradizione e nell’immaginario del nostro Paese: “La selva incantata”. Sarà la volta dei Wesendonck-Lieder di Richard Wagner. Concluderà ella serata, la Sinfonia n. 2 in re maggiore, op. 73 di Johannes Brahms.
È di Carlo Gozzi la favola teatrale che ispira, a Henze, l’opera “Il re cervo” e, da questa, trae nel 1991 “La selva incantata”, una rielaborazione orchestrale di due scene dal secondo atto. “Nell’originale - spiega il compositore - l’Aria, qui riscritta per orchestra sola, è cantata dal protagonista (tenore) che brama di ritornare nella foresta, alla natura, alle origini della sua esistenza animale. Il Rondò, in un solo rapidissimo tempo di danza (forse una tarantella?), è costruito in tre parti: la prima è allegra, buffonesca, la seconda ha un carattere lirico-romantico, mentre nella terza parte il carattere musicale si capovolge e diventa impetuoso ed altamente drammatico”.
Composta nell’estate del 1877 sulle rive del lago Wörthersee, la Seconda Sinfonia è spesso definitala “Pastorale” di Brahms: se la Prima era stata il frutto di una gestazione ventennale all'ombra di Beethoven, la Seconda sgorga con sorprendente, e insolita, fluidità. La prima esecuzione, avvenuta nel dicembre dello stesso anno, vede sul podio Hans Richter alla guida dei Wiener Philharmoniker. L’opera si distingue per un lirismo luminoso e una natura quasi bucolica, pur lasciando trapelare, nelle sue fitte trame strumentali, quella malinconia introspettiva tipica del linguaggio brahmsiano.
Ingo Metzmacher ha legato il suo nome a prestigiose istituzioni ricoprendo, tra le altre, le carichedi Direttore Musicale dell’Opera di Amburgo e della Deutsches Symphonie-Orchester di Berlino. Interprete di riferimento per la musica del XX e XXI secolo, ha diretto regolarmente complessi del calibro dei Berliner e Wiener Philharmoniker, della Royal Concertgebouw Orchestra e della Chicago Symphony. La sua vasta discografia riflette un impegno costante nella divulgazione dei linguaggi contemporanei, attività affiancata dalla pubblicazione di saggi dedicati all'opera e alla nuova musica.
Ludovic Tezier, baritono tra i più autorevoli della scena internazionale, Dopo i suoi debutti a Lucerna e Lione nei ruoli di Mozart e nel repertorio belcantistico, Ludovic Tézier è stato invitato a esibirsi sui più importanti palcoscenici operistici del mondo. Ha cantato Amonasro (Aida) a Verona e Londra; il ruolo principale di Rigoletto a Napoli, Vienna e Monaco; il ruolo principale di Simon Boccanegra a Zurigo; Renato (Un ballo in maschera) a Milano; Carlo Gérard (Andrea Chénier) a Sydney; Wolfram (Tannhäuser) a Monaco e Vienna; e il Barone Scarpia (Tosca) a Salisburgo, Londra e Berlino
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