Le musice di Schumann e Brahms per il pianista Vincenzo Maltempo in concerto a Napoli


E’ dedicato a due giganti della musica tedesca, Robert Schumann e Johannes Brahms, il concerto del pianista Vincenzo Maltempo che inaugura a Napoli la  programmazione 2026 dell’Associazione Alessandro Scarlatti presieduta da Oreste de Divitiis.

Definito dalla critica internazionale come “uno dei talenti più originali e tecnicamente dotati della sua generazione”, il pianista Vincenzo Maltempo (originario di Benevento, classe 1985) sarà il protagonista, giovedì 15 gennaio (ore 20.30) al Teatro Sannazaro, di un evento concertistico di rara intensità proponendo un percorso d'ascolto che affianca alla maestosità di grandi capolavori strutturali, la raffinatezza e il virtuosismo delle trascrizioni d’autore ad essi riferiti.


“Questo appuntamento – sottolinea Tommaso Rossi, direttore artistico della Scarlatti – accoglie a Napoli un interprete che ha saputo conquistare il pubblico e la critica grazie a un’identità artistica straordinaria, legata indissolubilmente al monumentale lavoro di riscoperta dell’opera di Charles-Valentin Alkan, ma anche alla sua originalità nell’affrontare opere di grandi compositori, da Liszt a Schumann, Dukas, Lyapunov e Skrjabin”.


Il programma presentato da Vincenzo Maltempo si apre con l’esecuzione di "Widmung" (letteralmente “dedica”), il primo Lied della raccolta “Myrthen op. 25”, composta da Schumann nel 1840 come dono nuziale per l’amata Clara Wieck. La versione proposta offre all’ascolto la preziosa trascrizione di Sergio Fiorentino, celebratissimo maestro ed insigne pianista napoletano che, contrariamente al virtuosismo della più celebre trascrizione di Listz, si distingue per una fedeltà poetica assoluta, restituendo sulla tastiera la purezza e la trasparenza della linea vocale originale.

Segue la “Grande Sonate op. 14 in F minor”, opera di Schumann(del 1853), nota storicamente con il titolo di "Concerto senza orchestra". “Pagine di lotta e di irrequietezza – aggiunge Tommaso Rossi – in cui la scrittura schumanniana sfida i limiti fisici dello strumento, cercando di evocare una massa sonora orchestrale attraverso una densità contrappuntistica e una sorprendente enfasi drammatica”. 


 La seconda parte del programma si apre con i “6 Klavierstücke op. 118” di Johannes Brahms. Composti nel 1893 e dedicati a Clara Wieck Schumann, questi pezzi rappresentano il "tardo stile" di Brahms, dove il virtuosismo degli inizi scompare per lasciare spazio a una dimensione musicale scarna, quasi metafisica. Dal celebre “Intermezzo in La maggiore” alla tragica e spettrale “Ballata in Sol minore”, l'op. 118 è un viaggio tra ricordi e rassegnazione, filtrato da una sapienza armonica che preannuncia una tensione compositiva che avrà poi massima espressione nel Novecento. In chiusura viene proposta la celebre “Passacaglia” di Brahms, quarto movimento della “Sinfonia n. 4 op. 98”. Articolata in 30 variazioni su un tema ostinato (derivato da Bach), la Passacaglia rappresenta l'apice della forma architettonica brahmsiana. “Eseguire questo capolavoro al pianoforte – conclude Tommaso Rossi - è un'operazione di estremo interesse critico, specialmente nella trascrizione curata dallo stesso Vincenzo Maltempo che del tema originale offre, nella ricreazione della dinamica sinfonica, una nuova e vibrante prospettiva solistica”.


Per tutte le nformazioni: www.associazionescarlatti.it

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