Maria Carolina, una regina nel suo mondo di carta. Libri, spartiti, documenti, la mostra alla Biblioteca Nazionale di Napoli



Rimarrà aperta al pubblico fino al 6 febbraio 2026 la mostra bibliografica “Maria Carolina, una regina nel suo mondo di carta”, allestita presso la Biblioteca Nazionale di Napoli. L’esposizione è dedicata a un fondo librario di eccezionale rilevanza storica e bibliografica, raro per coerenza, ampiezza cronologica e qualità materiale, ulteriormente impreziosito dalla presenza di esemplari unici o di straordinaria rarità.

Il fondo testimonia un arco temporale di circa quarant’anni di editoria di area germanica (1765-1805) e si inserisce pienamente in quel filone editoriale che, sulla scorta della bibliothèque bleue francese avviata nel XVII secolo da Nicolas Oudot, seppe coniugare diffusione del sapere, intrattenimento e modernizzazione dei contenuti. La raccolta napoletana ne recepisce i caratteri formali distintivi – il formato ridotto, la legatura bleu-gris, la serialità – reinterpretandoli secondo le esigenze culturali e il gusto tardo-illuministico.

La genesi di questo corpus librario è strettamente connessa alla figura di Maria Carolina d’Asburgo-Lorena (1752-1814), arciduchessa d’Austria, figlia di Maria Teresa e di Francesco Stefano di Lorena, e regina di Napoli e Sicilia dal 1768, anno del matrimonio con Ferdinando IV di Borbone. Cresciuta alla corte viennese, Maria Carolina ricevette una educazione improntata ai principi dell’Illuminismo mitteleuropeo, con una particolare attenzione alla lettura, alla musica, alle lingue e alla formazione morale, elementi che influenzarono profondamente la sua visione del ruolo sovrano e della cultura come strumento di governo.

Giunta a Napoli, la regina mantenne un forte legame con la cultura d’origine, promuovendo una circolazione libraria e intellettuale che fece della sua biblioteca personale un luogo di mediazione tra l’Europa germanica e il contesto meridionale. La collezione riflette una concezione moderna del libro, non più solo oggetto di prestigio, ma strumento di formazione, intrattenimento e costruzione dell’identità, anche femminile. Non a caso, accanto ai romanzi – genere largamente rappresentato – figurano testi teatrali, opere classiche antiche e moderne, letteratura di viaggio, scritti pedagogici rivolti alle donne, periodici di moda e manuali di comportamento, componendo un panorama editoriale coerente con le istanze educative e morali del tardo Settecento.

Particolarmente rilevante è la presenza di apparati iconografici di notevole qualità, che documentano il passaggio stilistico dal rococò al neoclassicismo, offrendo agli studiosi materiali ancora poco indagati sul piano della storia dell’illustrazione e della cultura visiva europea. Le immagini, lungi dall’essere meri ornamenti, svolgono una funzione didattica e narrativa, in linea con una concezione illuministica della lettura come esperienza multisensoriale.

Il percorso espositivo propone una selezione critica dei volumi, concepita per restituire la complessità del fondo e per favorire un dialogo tra pubblico e comunità scientifica. L’itinerario è arricchito dalla presenza di oggetti emblematici della vita culturale della sovrana, quali il celebre leggìo girevole di Maria Carolina, spartiti e libretti d’opera, documenti d’archivio e legature di pregio provenienti dalla sua biblioteca, che consentono di ricostruire le pratiche di lettura e fruizione del libro all’interno della corte borbonica.

Sullo sfondo emerge il profilo di una regina fortemente consapevole del valore politico e simbolico della cultura, amante del potere quanto del sapere, protagonista di una stagione di intensa attività riformatrice e promotrice di un progetto culturale europeo, nel quale la biblioteca personale assume il ruolo di specchio e strumento di governo.

Il catalogo della mostra, corredato da contributi di carattere storico e bibliografico, è pubblicato dall’editore Luciano e costituisce un indispensabile supporto scientifico per l’approfondimento di un patrimonio librario che si colloca a pieno titolo nel dibattito sulla storia della lettura, dell’editoria e del collezionismo femminile in età moderna.

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