Quando Eduardo De Filippo la definì “una forza della natura”, siamo convinte non stesse semplicemente elogiando un talento. Era il riconoscimento di un’energia primigenia, ancestrale, qualcosa che la si ha... Che non si può insegnare, né contenere. Oggi che Angela Luce ci ha lasciati, quelle parole risuonano come una verità...
Ripercorrendo la sua storia, ci accorgiamo che non è stata soltanto un’attrice o una cantante: è stata un carattere, una presenza, una voce che ha segnato il teatro, il cinema e la musica italiana con la potenza discreta delle cose autentiche.
Nata a Angela Luce ha incarnato la sua città senza mai ridurla a macchietta, a stereotipo... Napoli, per lei, non era folklore ma anima e corpo, stratificazione culturale, ironia e tragedia che allbergano in uno stesso luogo. Nel teatro napoletano ha mosso i primi passi, respirando quell’aria grumosa della tradizione che ha dato al mondo figure come lo stesso Eduardo. Ed è proprio in quell’ambiente che il suo talento viene riconosciuto: una presenza scenica magnetica, uno sguardo capace di arrivare al pubblico più delle battute, una voce che sapeva essere linguaggio.
Quando passa al cinema, Angela Luce non resta confinata in ruoli regionali. Lavora con maestri che hanno segnato la storia del nostro schermo. Con Pier Paolo Pasolini in Il Decameron porta sullo schermo una fisicità e una verità popolare che si sposano perfettamente con l’estetica pasoliniana. Con Lina Wertmüller in Pasqualino Settebellezze contribuisce a quel cinema che mescola grottesco e tragedia, ironia e disperazione, in un equilibrio fragile e potentissimo. E poi ancora collaborazioni con registi come Ettore Scola, che hanno saputo valorizzare la sua capacità di attraversare i registri: dal dramma alla commedia, dalla coralità al primo piano che cattura ogni sfumatura emotiva. La sua carriera non è stata soltanto un’esportazione del “colore locale”, ma l’affermazione di doti artistiche capaci di parlare a tutti. Angela Luce è stata attrice italiana a pieno titolo, senza mai tradire le proprie radici.
Ma sarebbe riduttivo fermarsi al teatro e al cinema. Angela Luce è stata anche cantante, e non in modo accessorio. La sua carriera musicale si è affinata nel tempo, passando dalla canzone napoletana più tradizionale a interpretazioni sempre più sofisticate, intime, quasi cameristiche. Nella sua voce, come molta critica ed estimatori hanno evidenziato, c’era la strada e il salotto, il vicolo e il palcoscenico. Un'interprete raffinata che non ha mai ceduto alla tentazione dell’eccesso scegliendo infatti la misura, la profondità dell’interpretazione. In ogni brano in ogni gesto, in ogni parola. Provate ad ascoltarla nelle inciioni, nele registrazioni, e vi renderete conto come trasmettesse la sensazione che non stesse semplicemente cantando, ma rievocando, alimentando una storia le appartenesse davvero.
A completare l'immagine di una donna e di un'artista speciale, le parole degli amici ed i colleghi che completano il profilo evidenziandone la disciplina rigorosa. Chi ha lavorato con lei ha unfatti sempre parlato di professionalità assoluta, di rispetto per il testo, per il pubblico, per quanti lavoravano con lei. Non c'erano capricci ma solo costanza ed impegno nel suo vademecum. Una combinazione di istinto e rigore, che forse l’ha resa così solida nel tempo.
Angela Luce non è mai stata un fenomeno effimero. Ha vissuto e arricchito decenni di spettacolo italiano restando credibile, intensa, necessaria. Ha saputo invecchiare in scena senza nascondersi, utilizzato il tempo per ampliare il suo vocabolario espressivo.
Tornsndo così alla definizione di Eduardo, da cui siamo partite, possiamo affermare anche noi che Angela Luce è voce e corpo, pienamente partecipe storia culturale di Napoli e dell'Italia insiema.
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