La Camerata Salzburg con la pianista Gil Bae al Teatro Abbado: un viaggio tra Schumann e Haydn per Ferrara Musica
Domani 25 febbraio, al Teatro Claudio Abbado, l’appuntamento per la stagione di Ferrara Musica è alle 20,30 con la Camerata Salzburg, insieme alla pianista Gil Bae, per un programma che accosta il Concerto per pianoforte di Robert Schumann e la Sinfonia “Londra” di Franz Joseph Haydn. Una serata che mette in dialogo classicismo e romanticismo, misura e slancio, architettura e passione. La stagione di Ferrara Musica continua così a costruire, anno dopo anno, un percorso di qualità che porta a Ferrara grandi interpreti e programmi di respiro internazionale.
Fondata nel 1952 a Salisburgo, città mozartiana per eccellenza, la Camerata Salzburg è cresciuta nel segno della tradizione ma con uno sguardo sempre proiettato in avanti. È una formazione da camera che ha fatto dell’equilibrio timbrico, della trasparenza del suono e della cura del fraseggio il proprio marchio distintivo. Nel tempo ha collaborato con direttori e solisti di primo piano, costruendo un’identità che unisce disciplina e vitalità. In particolare, come molti studiosi ed appassionati fanno notare, quando affronta Haydn, ritrova le radici della cultura austriaca; quando si avventura nel Romanticismo, come nel caso di Schumann, dimostra quanto il rigore classico possa diventare trampolino per l’espressione più intima. Ascoltarla dal vivo permette di cogliere quel dialogo costante tra le sezioni, quella tensione collettiva che trasforma un gruppo di musicisti in un organismo unico.
Accanto all’orchestra, diretta dal violinista Thomas Reif nel ruolo di maestro concertatore, la pianista Gil Bae porterà il suo tocco raffinato e la sua sensibilità interpretativa. Formata tra Corea del Sud ed Europa, si è affermata per una lettura intensa ma mai eccessiva del repertorio romantico.
Nel Concerto in la minore op. 54 di Robert Schumann, il pianoforte non è un protagonista solitario che domina l’orchestra: è un interlocutore, un compagno di viaggio. E alla giovane e talentuosa musicista spetterà il compito di costruire un dialogo, di entrare e uscire dal tessuto orchestrale con naturalezza.
Questo concerto, composto nel 1845, è uno dei vertici del Romanticismo: nasce dall’amore tra Robert e Clara, dalla loro intesa artistica e umana. Il primo movimento è un’esplosione di energia trattenuta, il secondo un’oasi lirica di struggente dolcezza, il terzo un rondò brillante e appassionato.
Dopo l’intensità romantica, il pubblico potrà immergersi nel classicismo luminoso della Sinfonia n. 104 “Londra” di Franz Joseph Haydn. È l’ultima delle sinfonie londinesi, scritta nel 1795: un’opera che racchiude l’esperienza di una vita. Haydn qui gioca con le aspettative dell’ascoltatore: l’introduzione lenta crea solennità, poi l’Allegro si apre con energia contagiosa. Il secondo movimento alterna grazia e ironia; il Minuetto ha una forza quasi popolare; il Finale sprigiona vitalità ritmica e chiarezza formale. Con la Camerata Salzburg, questa sinfonia trova- per le caratteristiche della compagine artistica - un terreno ideale: precisione, leggerezza, senso della costruzione architettonica consentendo di seguire il filo delle melodie, di riconoscere i rimandi e di lasciarci sorprendere dai contrasti dinamici.
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