Macbeth, il Maestro Riccardo Muti al suo attesissimo ritorno sul podio di Orchestra e Coro del Teatro Regio. Chiara Muti firma la nuova produzione del capolavoro di Giuseppe Verdi
È la quarta presenza del Maestro in cinque anni: un legame ormai profondo con il Regio, suggellato da uno dei titoli che più hanno segnato la sua carriera. In scena, un nuovo allestimento firmato da Chiara Muti, capace di trasformare il palcoscenico in uno spazio mentale, un luogo dove l’inconscio del protagonista prende forma tra visioni, ombre e bagliori.
In scena, nel ruolo del titolo Luca Micheletti, baritono e attore di straordinaria intensità scenica, sempre più assiduo frequentatore del repertorio verdiano, affiancato da Lidia Fridman, soprano dalla voce di singolare incisività e dal forte magnetismo interpretativo, che torna al Regio dopo il Ballo in maschera del 2024. In un cast d’eccellenza figurano con loro il tenore Giovanni Sala, già applaudito nel Don Giovanni del 2022, e Maharram Huseynov, reduce dal recente successo nella Cenerentola. Le scene sono firmate da Alessandro Camera, i costumi da Ursula Patzak, la coreografia è di Simone Valastro e le luci di Vincent Longuemare. Il Coro del Teatro è preparato dal maestro Piero Monti.
L’opera, realizzata in coproduzione con il Teatro Massimo di Palermo, va in scena per sei recite dal 24 febbraio al 7 marzo. Tutti i biglietti sono esauriti.
Questo nuovo Macbeth è reso possibile grazie al contributo di Reale Mutua, che rinnova così il suo importante sostegno a progetti di grande valore artistico del Teatro.
Il più tenebroso dei drammi verdiani
Quando nel 1847 Verdi mette in musica Shakespeare, compie un gesto rivoluzionario: la parola teatrale diventa suono, e il suono si fa visione. Macbeth è forse il più oscuro dei suoi drammi: una storia di potere e usurpazione in cui il sangue non è solo simbolo, ma presenza fisica; la colpa non è solo rimorso, ma condanna che divora. E Riccardo Muti ne sottolinea l’attualità bruciante ''Uccidere per il potere è purtroppo molto attuale, però Macbeth è spinto verso l’omicidio dalla Lady, che lo domina in senso materiale ed erotico: sa che è grande sul campo di battaglia, ma come uomo lo maltratta e lo svilisce» (dall’intervista di Giangiorgio Satragni per La Stampa). E ancora, nel catalogo verdiano ''Macbeth è un unicum, anticipa l’espressionismo. Lo sto ristudiando dall’inizio come se non l’avessi mai diretto. Oggi alla mia età, con tanta musica che ho interpretato, scopro particolari di caratteri dinamici, armonici, strumentali che sorprendono, e si ripresentano con occhio diverso'' (dall’intervista di Valerio Cappelli per Corriere della Sera). Parole che raccontano un artista per cui la musica non è mai definitiva, ma continua scoperta.
Il “rosso” di Chiara Muti: il dramma dell’antitesi
Nella lettura registica di Chiara Muti, Macbeth è ''l dramma dell’antitesi''. Il rosso domina la scena: rosso del sangue, rosso del desiderio, rosso di una colpa che non si cancella. ''Macbeth è il dramma dell’antitesi – afferma la regista – in scena assistiamo a un capovolgimento dei valori. Sotto i nostri occhi, l’eroe della storia, da positivo, diventa negativo. Sceglie il male, mascherandolo per un bene. Un re da difendere si trasforma in un ostacolo da sormontare. Ecco la straordinaria lezione che racchiude il testo di Shakespeare, in cui le streghe ci prendono per mano all’inizio del dramma, sussurrando una frase che custodisce la chiave di lettura: Bello è il brutto e brutto è il bello. Per sostenere emotivamente le conseguenze dei propri atti, bisogna giustificarne le scelte. Quindi il male diventa un bene e il bene un male. Macbeth non incontra le streghe le genera. Sono l’indicibile materia grigia del suo inconscio confuso, avvelenato da una febbre di onnipotenza'' (dall’intervista di Guido Andruetto per d la Repubblica).
Un teatro che interroga il presente
Il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, parla del Regio come di un ''punto di riferimento internazionale'', ma anche come di un luogo in cui la città si riconosce e si interroga sui grandi temi del nostro tempo: il desiderio di supremazia, la tirannia, la responsabilità.
Per il sovrintendente Mathieu Jouvin ''Con Macbeth la nostra Stagione Rosso trova una delle sue espressioni più intense. L’opera di Verdi, ispirata a Shakespeare, mette in scena il conflitto profondo tra desiderio di potere e responsabilità morale, in quella regione cruciale dell’anima dove ogni scelta lascia un segno. È proprio questa tensione, così attuale e universale, che rende il ritorno al Regio di Riccardo Muti con questo titolo un momento di straordinario valore artistico. Si rinnova un legame fondato su stima reciproca, rigore e altissima qualità musicale: il Maestro Muti è un interprete che scava nella partitura fino a restituirne la verità teatrale più profonda, e Macbeth - opera che lo accompagna da tutta la vita - trova in lui una guida capace di coniugare tensione drammatica e lucidità musicale. La nuova produzione firmata da Chiara Muti, con uno sguardo che penetra lo spazio interiore del protagonista e il confine instabile tra visibile e invisibile, indaga il dramma della coscienza e della percezione, dove bene e male si confondono. È un allestimento che parla direttamente al nostro tempo, perché mette al centro la responsabilità individuale, il peso delle scelte e le conseguenze morali del potere. Con Macbeth il Regio conferma così la propria vocazione di teatro che, attraverso la forza della musica e della scena, invita il pubblico a confrontarsi con le domande più profonde dell’essere umano''.
Cristiano Sandri, direttore artistico, insiste sulla modernità dell’opera ''Macbeth rappresenta uno dei vertici drammatici e musicali dell’intero repertorio verdiano e occupa un posto centrale nel percorso della nostra Stagione Rosso. È un’opera che unisce forza teatrale, tensione psicologica e modernità di linguaggio, e che trova un interprete d’elezione nel Maestro Riccardo Muti - e aggiunge - . Il suo ritorno al Regio con questo titolo rinnova un rapporto artistico profondo con l’Orchestra e il Coro, suggellato anche dalle parole che egli stesso rivolse ai nostri complessi sin dal 2021, riconoscendone l’eccellenza a livello nazionale. La regia di Chiara Muti affronta Macbeth come un viaggio nella coscienza, uno spazio mentale in cui visioni, colpa e desiderio deformano la percezione della realtà. È uno sguardo teatrale intenso e contemporaneo, capace di restituire tutta l’ambiguità e la vertigine morale del dramma shakespeariano filtrato da Giuseppe Verdi. Siamo inoltre particolarmente felici di presentare un cast di grande qualità e forte personalità scenica: nel ruolo del titolo Luca Micheletti, artista di rara intensità teatrale e sempre più autorevole interprete del repertorio verdiano; accanto a lui Lidia Fridman, giovane ma già sorprendentemente matura per presenza vocale e scenica, Maharram Huseynov, che ha recentemente conquistato il pubblico del Regio, e Giovanni Sala, interprete di solida esperienza e sensibilità musicale. Insieme, danno vita a un Macbeth capace di parlare con forza al pubblico di oggi''.
''Reale Mutua ha una lunga storia di sostegno alle produzioni dirette dal Maestro Riccardo Muti, e rinnovare questo impegno anche in occasione di Macbeth rappresenta per noi un modo concreto di ribadire la vicinanza al Teatro Regio e alle sue eccellenze – dichiara Luigi Lana, Presidente di Reale Mutua -. Questa edizione, diretta dal Maestro Muti e firmata da Chiara Muti, offre una lettura intensa e profondamente contemporanea dell’opera, confermando la capacità del Regio di coniugare tradizione, qualità e innovazione. Siamo orgogliosi di essere nuovamente al fianco del Teatro in un percorso che promuove talento, creatività e apertura, rafforzando il legame tra cultura, territorio e sviluppo''.
Macbeth sarà registrato dal Teatro Regio e trasmesso in Italia dalla Rai, per essere successivamente distribuito in tutto il mondo. Un progetto strategico che consentirà di fissare nel tempo una produzione di così alto profilo artistico e di amplificarne la risonanza oltre i confini nazionali. Un’opportunità preziosa per rafforzare ulteriormente la presenza del Regio nel panorama musicale internazionale, valorizzando l’eccellenza dei suoi complessi e la qualità delle sue nuove produzioni.
Biglietti e Informazioni
I biglietti sono esauriti. Informazioni e aggiornamenti: www.teatroregio.torino.it
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