Un capolavoro tra vita, morte e rinascita
Composta tra il 1888 e il 1894, la Seconda Sinfonia di Mahler rappresenta uno dei vertici della musica sinfonico-corale di tutti i tempi. Un’opera che nasce da interrogativi radicali: che senso ha la vita? Esiste una redenzione possibile? Cosa resta dopo la morte? Mahler costruisce così un viaggio sonoro che parte dall’oscurità e dal conflitto interiore per approdare, attraverso il canto e la parola, a una visione di speranza e trasfigurazione. Il celebre finale corale, ispirato all’inno Aufersteh’n, non è solo un trionfo musicale, ma un atto di fede laica nella possibilità di rinascere. L’ascolto richiede attenzione e abbandono: è una sfida emotiva che il pubblico è invitato ad accogliere fino in fondo.
Sul podio Pietari Inkinen, al debutto mahleriano
A guidare Orchestra e Coro del Teatro Lirico di Cagliari è Pietari Inkinen, direttore finlandese tra i più apprezzati della sua generazione. Per lui si tratta della terza presenza a Cagliari, dopo i concerti del 2004 e del 2021, ma anche del debutto assoluto nella Seconda Sinfonia di Mahler, un passaggio significativo nel percorso di un musicista noto per la sua visione ampia, la solidità tecnica e l’intensità interpretativa.
Inkinen porta con sé un curriculum internazionale di primissimo piano: dalle grandi orchestre europee e americane fino ai teatri wagneriani più prestigiosi, Bayreuth incluso. Il suo rapporto privilegiato con il grande repertorio tardo-romantico rende particolarmente attesa questa lettura della “Resurrezione”.
Inkinen porta con sé un curriculum internazionale di primissimo piano: dalle grandi orchestre europee e americane fino ai teatri wagneriani più prestigiosi, Bayreuth incluso. Il suo rapporto privilegiato con il grande repertorio tardo-romantico rende particolarmente attesa questa lettura della “Resurrezione”.
Le voci soliste e il ruolo centrale del Coro
Accanto all’orchestra, Mahler affida un ruolo fondamentale alle voci soliste e al coro, veri portatori del messaggio finale dell’opera.
Il soprano Nicole Wacker, artista formatasi tra Zurigo, Berna e l’Accademia del Teatro alla Scala, presta la sua voce luminosa a una scrittura che richiede purezza, controllo e slancio spirituale. Al suo fianco, il mezzosoprano Teresa Iervolino, una delle interpreti italiane più richieste a livello internazionale, riconosciuta come riferimento nel repertorio belcantistico e barocco, ma capace di affrontare con profondità anche il grande sinfonismo ottocentesco.
Il soprano Nicole Wacker, artista formatasi tra Zurigo, Berna e l’Accademia del Teatro alla Scala, presta la sua voce luminosa a una scrittura che richiede purezza, controllo e slancio spirituale. Al suo fianco, il mezzosoprano Teresa Iervolino, una delle interpreti italiane più richieste a livello internazionale, riconosciuta come riferimento nel repertorio belcantistico e barocco, ma capace di affrontare con profondità anche il grande sinfonismo ottocentesco.
Il Coro del Teatro Lirico di Cagliari, preparato da Giovanni Andreoli, è chiamato a una prova di grande impegno tecnico ed espressivo. Forte di una lunga tradizione e di una versatilità che lo ha reso protagonista tanto nel repertorio operistico quanto in quello sinfonico, il coro rappresenta uno dei pilastri dell’esecuzione mahleriana, soprattutto nel poderoso finale.
Un’istituzione musicale al centro della vita culturale
Fondata nel 1933, l’Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari è una delle realtà sinfoniche più solide del panorama italiano. Nel corso dei decenni ha collaborato con alcuni dei più grandi direttori e solisti del Novecento e dei nostri giorni, affiancando alla tradizione un costante impegno verso la musica contemporanea e i progetti internazionali.
Questa esecuzione della Seconda di Mahler si inserisce pienamente in quella vocazione: offrire al pubblico non solo concerti, ma esperienze culturali di alto profilo, capaci di dialogare con il presente attraverso i grandi capolavori del passato.
Questa esecuzione della Seconda di Mahler si inserisce pienamente in quella vocazione: offrire al pubblico non solo concerti, ma esperienze culturali di alto profilo, capaci di dialogare con il presente attraverso i grandi capolavori del passato.

Commenti
Posta un commento