Prende il via domani la 99ª Stagione dei Concerti dell’Accademia Tadini, a Lovere (Bg), dal 28 febbraio all' 11 aprile 2026
Sul lago d’Iseo c'è un luogo dove la musica si manifesta in tutta la sua bellezza, da quasi un secolo, con la stessa intensità e lo stesso rigore. È la Sala dei Concerti dell’Accademia Tadini di Lovere, scrigno di acustica perfetta che nel 2026 raggiunge un traguardo straordinario: la 99ª Stagione dei Concerti.
Da domani 28 febbraio all’11 aprile, la storica istituzione bergamasca rinnova il suo appuntamento con il grande repertorio internazionale, confermandosi tra i centri musicali più autorevoli e longevi del panorama lombardo. Un risultato che non è soltanto numerico, ma profondamente culturale: novantanove stagioni significano generazioni di interpreti, di ascoltatori, di pagine memorabili affidate al silenzio attento di un pubblico fedele.
Come sottolinea il direttore artistico, il maestro Claudio Piastra: ''La rassegna dell’Accademia Tadini gode di un prestigio unanimemente riconosciuto e dovuto alla lunga storia di concerti che hanno visto ospitati alcuni fra i maggiori artisti degli ultimi cento anni. Proprio nel nome di questa gloriosa tradizione vogliamo proseguire per offrire al nostro pubblico concerti di alto spessore artistico''.
L’inaugurazione è affidata a un evento dal forte valore simbolico: Omaggio al Maestro Bruno Canino. Il protagonista è Bruno Canino, tra i più grandi pianisti italiani viventi, artista che ha da poco superato i novant’anni e che da oltre settant’anni calca i palcoscenici di tutto il mondo. La sua presenza alla Tadini ha il sapore del ritorno: dopo essere stato protagonista in passato di concerti rimasti nella memoria degli ascoltatori, torna ora accanto al violinista Joaquin Palomares. Il programma tocca il cuore del repertorio cameristico europeo con pagine di Brahms, Turina e Franck: un itinerario che unisce lirismo romantico, colori iberici e tensione sinfonica, affidato a due interpreti capaci di fondere eleganza stilistica e intensità espressiva.
Venerdì 6 marzo la scena è tutta per il pianoforte di Massimiliano Motterle, protagonista di Distacco. Un titolo evocativo per un percorso che passa da Beethoven a Chopin e Schumann, tre universi interiori diversissimi e complementari. Motterle propone una lettura personale, densa di profondità poetica, in cui il “distacco” diventa chiave interpretativa: distanza come consapevolezza, come riflessione, come spazio necessario perché l’emozione si trasformi in pensiero musicale.
Sabato 14 marzo la stagione prosegue con Canto dell’Anima, affidato al violoncellista Alexander Hülshoff. Interprete sensibile e raffinato, Hülshoff costruisce un dialogo tra epoche e linguaggi: da Bach e Cassadò fino a Ligeti e Sollima. Il violoncello diventa voce narrante capace di attraversare secoli di scrittura musicale, mettendo in relazione la purezza barocca con le tensioni e le sperimentazioni del Novecento e del contemporaneo.
Venerdì 20 marzo è la volta di Brandenburg & Friends, incontro brillante tra personalità e stili diversi. Sul palco il flautista Giuseppe Nova, il contrabbassista Giorgio Boffa e il pianista Giovanni Scotta. Il programma accosta Bach, Bolling e Bernstein in un gioco di rimandi tra barocco, jazz e musical americano. Un concerto dal carattere vivace e comunicativo, capace di mostrare come la musica sappia superare i confini stilistici mantenendo intatta la propria forza espressiva.
Sabato 28 marzo il pubblico sarà guidato in un viaggio sonoro dal titolo affascinante: Zingaresche und Tangos. Protagonisti il fisarmonicista Gianluca Campi e il pianista Claudio Cozzani. In programma musiche di Piazzolla, Brahms, Gardel, Galliano e Rachmaninoff: un intreccio di atmosfere popolari, suggestioni zigane e passioni sudamericane. La fisarmonica, con il suo respiro caldo e teatrale, dialoga con il pianoforte in un repertorio che oscilla tra nostalgia, virtuosismo e ritmo.
La rassegna si conclude sabato 11 aprile con Dvořák giramondo boemo, affidato al La Magnifica Quartet. Un omaggio ad Antonín Dvořák attraverso alcune delle sue pagine più rappresentative, in cui l’anima popolare boema si fonde con una visione cosmopolita maturata nei viaggi e nell’esperienza americana. Il quartetto d’archi, formazione per eccellenza della musica da camera, diventa il luogo ideale per cogliere la ricchezza melodica e l’energia ritmica del compositore.
Con un cartellone che intreccia grandi maestri e interpreti di respiro internazionale, repertori classici e incursioni nel Novecento e nel contemporaneo, la 99ª Stagione dei Concerti dell’Accademia Tadini non è soltanto una rassegna: è il preludio al centenario, un passaggio simbolico che rinnova l’identità di un’istituzione capace di coniugare memoria e vitalità. Per il territorio bergamasco e per gli appassionati di musica classica, si tratta di un appuntamento imprescindibile: un viaggio di sei concerti che, tra febbraio e aprile 2026, trasformerà ancora una volta Lovere in un crocevia di suoni, storie e grandi interpretazioni.


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