Takamatsu, dove nasce il futuro del pianoforte: viaggio nel cuore del Takamatsu International Piano Competition 2026



Nel panorama dei grandi concorsi pianistici internazionali, il Takamatsu International Piano Competition occupa un posto particolare. Non solo per l’elevatissimo livello artistico che richiede, ma per la storia che lo sostiene: una storia fatta di visione culturale, partecipazione collettiva e fiducia nei giovani talenti. Ogni quattro anni, Takamatsu – elegante città portuale sull’isola di Shikoku – diventa un punto di incontro tra tradizioni pianistiche diverse, dove l’Europa musicale dialoga con il Giappone contemporaneo.

Dalla comunità locale a una scena mondiale

Il concorso nasce da un’idea semplice e insieme audace: offrire ai giovani pianisti di tutto il mondo un palcoscenico internazionale radicato però in una comunità reale e partecipe. All’inizio degli anni Duemila, un gruppo di volontari e appassionati della prefettura di Kagawa immagina un evento capace di accompagnare l’apertura della Sunport Hall Takamatsu, moderna sala da concerto affacciata sul mare. Il progetto prende forma nel 2003 e trova la sua prima realizzazione concreta nel marzo 2006, con la nascita ufficiale del concorso.

Da quel momento il Takamatsu International Piano Competition segue un ritmo regolare e simbolico: ogni quattro anni, come le Olimpiadi della tastiera. Le edizioni del 2010, 2014 e 2018 consolidano progressivamente la reputazione dell’evento, fino a farlo riconoscere come uno dei tre concorsi pianistici più importanti del Giappone. Un passaggio decisivo arriva nel 2015, quando il TIPC entra a far parte della World Federation of International Music Competitions, un marchio di qualità che lo proietta definitivamente sulla scena globale. La quinta edizione, prevista per il 2022, viene rinviata al febbraio 2023 a causa della pandemia, ma senza rinunciare alla propria identità poetica: “Sogni condivisi, emozioni condivise”. Una dichiarazione d’intenti che racconta bene lo spirito del concorso.

La sesta edizione: Takamatsu 2026

La sesta edizione, inaugurata il 10 febbraio 2026, è oggi nel pieno del suo svolgimento. Possono partecipare pianisti nati tra il 1° gennaio 1991 e il 1° gennaio 2011: un arco generazionale ampio, che mette a confronto artisti già maturi e giovani interpreti alle soglie della carriera internazionale.
Dopo una severa selezione preliminare su video – conclusa nel novembre 2025 – sono stati ammessi 40 pianisti alla competizione principale. La fase preliminare, svoltasi nel settembre 2025, è stata valutata da una commissione composta dal presidente di giuria Susumu Aoyagi, figura di riferimento del pianismo giapponese, dal pianista francese Pascal Devoyon e dalla pianista russa Sofya Gulyak.

Una giuria come mappa del pianismo contemporaneo

Anche per il 2026, la guida artistica del concorso è affidata a Susumu Aoyagi, musicista e didatta che incarna l’equilibrio tra rigore tecnico e profondità interpretativa. Accanto a lui, una giuria composta da undici personalità di fama internazionale: pianisti, pedagoghi e compositori provenienti da Europa, Asia e Stati Uniti. Questa pluralità non è casuale: riflette l’idea del TIPC come luogo di confronto tra scuole pianistiche diverse, dove nessuna tradizione domina, ma tutte dialogano. Ecco i nomi:

- Vincenzo Balzani (Italia)
- Pascal Devoyon (Francia)
- Akiko Ebi (Giappone)
- Shinichiro Ikebe (Giappone, compositore)
- Jan Jiracek von Arnim (Germania)
- Yoheved Kaplinsky (USA)
- Daejin Kim (Corea del Sud)
- Katarzyna Popowa-Zydroń (Polonia)
- Antti Siirala (Finlandia)
- Danwen Wei (Cina)

Vincitori e carriere: un concorso come trampolino

Guardando all’albo d’oro, emerge con chiarezza il ruolo del concorso come incubatore di talenti. Dal vincitore della prima edizione, Pavel Gintov, fino a Philipp Lynov nel 2023, passando per Ji-Yeong Mun, il TIPC ha spesso intercettato artisti destinati a una carriera internazionale. Anche le edizioni senza primo premio – come quella del 2018 – raccontano una filosofia precisa: qui non si “deve” incoronare un vincitore a tutti i costi, ma riconoscere l’eccellenza solo quando è realmente tale.

Un percorso di prove che è una narrazione musicale

Le prove della sesta edizione si sviluppano come un vero racconto musicale. Dopo il primo turno, svoltosi tra il 10 e il 12 febbraio, i pianisti affrontano  il secondo round oggi 14 e domani 15 febbraio. Seguirà il terzo turno, il 17 e 18 febbraio, che introduce il dialogo con gli archi, fino ad arrivare alle finali del 21 e la premiazione del 22 febbraio, in cui il pianoforte incontra l’orchestra. La cerimonia di premiazione e il concerto dei vincitori, il 23 febbraio, chiudono simbolicamente il percorso.

Premi, sì, ma soprattutto opportunità

I premi in denaro -  in tutto per 5 primi classificati e con un primo premio di 3.000.000 di yen (circa 16.000 - 16.500 Euro) -  sono certamente importanti, ma non rappresentano il vero cuore del concorso. Ciò che rende il TIPC una “porta verso il successo” sono soprattutto le opportunità concertistiche offerte ai vincitori e ai finalisti, in Giappone e all’estero. È qui che il concorso si trasforma in un ponte concreto verso il mondo professionale.

Il repertorio: una prova di identità artistica

Il programma del 2026 è costruito per mettere alla prova non solo la tecnica, ma la personalità musicale dei concorrenti. Dal contrappunto di Bach al virtuosismo lisztiano, dal classicismo di Mozart al grande romanticismo tedesco e viennese, ogni fase chiede scelte consapevoli e coerenti. Il momento più identitario resta però il terzo turno, che affianca una grande sonata di Beethoven a un brano commissionato alla compositrice giapponese Yu Kuwabara, una delle voci più interessanti della musica contemporanea nipponica, e alla musica da camera, eseguita con archi selezionati dal comitato.
La finale, infine, mette i pianisti di fronte al grande repertorio concertistico – da Beethoven a Rachmaninov – accompagnati dalla Seto Philharmonic Orchestra, in un confronto che misura non solo il solista, ma la sua capacità di dialogare con l’orchestra.

Un laboratorio del futuro

Il Takamatsu International Piano Competition non è soltanto una competizione: è un osservatorio privilegiato sul futuro del pianoforte. A Takamatsu si incontrano tradizione e sperimentazione, memoria storica e nuove scritture, in un contesto che mette al centro l’ascolto e la condivisione. Per qualche settimana, il pianoforte diventa una lingua comune, capace di raccontare - nota dopo nota -  dove sta andando la musica del nostro tempo.

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