Chopin e George Sand: amore, genio e tempesta nel cuore del Romanticismo


di Milena Borsacchi)--- Di Fryderyk Chopin, negli ultimi tempi, si è tornati a parlare. Non tanto della sua musica immortale, la cui bellezza -per nostra fortuna- continua a vivere nei repertori delle istituzioni concertistiche, nelle sale e nei teatri di tutto il mondo. Quanto  della sua vita. Da pochi giorni è arrivato al cinema Chopin. Notturno a Parigi, diretto da Michał Kwieciński e interpretato da Eryk Kulm, un film che investiga l’intera esistenza del compositore, tra arte, contraddizioni ed eccessi. Un’esistenza in cui intimità e talento si fondono, riverberandosi nella sua produzione musicale; il vissuto dell’uomo affiora e pervade ogni sfumatura delle sue partiture.

Vedere l'uomo è quindi l'stanza che  muove anche noi ed ecco perchè  vogliamo soffermarci su un aspetto del suo stare al mondo. In particolare sull’importanza che l’amore, e le donne, hanno avuto nella vita del compositore polacco. Oggi, 1 marzo, giorno della sua nascita (nel 1810), osserviamo da vicino uno dei capitoli più celebri e tormentati del Romanticismo, la relazione tra Fryderyk Chopin e la scrittrice George Sand, pseudonimo di Aurore Dudevant. Una storia durata circa nove anni, dal 1838 al 1847, che ancora oggi affascina e divide.

Per comprendere l’impatto del loro legame sull’opinione pubblica dell’epoca, e in parte anche su quella contemporanea, occorre ricordare che Chopin, già allora, era una vera star. Il suo talento è stato riconosciuto precocemente e il successo è giunto rapidamente: applaudito e ammirato ovunque, lo vediamo dominare soprattutto i salotti più illustri d’Europa.

Proprio in uno di quei salotti mondani, nel 1836 a Parigi, avviene l’incontro con George Sand, ospiti della contessa Marie d’Agoult. L’impressione iniziale, raccontano i biografi, è tutt’altro che felice: Chopin, raffinato e di modi aristocratici, rimase sconcertato dall’eccentricità di Sand, che indossava pantaloni e fumava sigari. Si dice che abbia persino chiesto all’amico Liszt: ''Ma è davvero una donna?''. Eppure, nonostante la diffidenza iniziale, Sand rimane affascinata dal genio del musicista e riesce a conquistarlo.

La loro relazione è complessa fin dall’inizio. Due personalità forti, profondamente strutturate, non possono che generare attriti. A rendere tutto più difficile interviene la salute fragile di Chopin: gracile sin dall’infanzia, soffre di gravi problemi respiratori che sarebbero sfociati nella tisi, probabile causa della sua morte a soli trentanove anni.

Nell’inverno del 1838 la coppia quindi si rifugia a Valldemossa, sull’isola di Maiorca, sperando che il clima potesse giovare al compositore. L’esperienza si rivela un fallimento. Piogge incessanti e umidità aggravano le sue condizioni, mentre la popolazione locale, diffidente verso una coppia non sposata, li isola costringendoli a vivere in una certosa abbandonata. Eppure, tra sofferenze e solitudine, Chopin completa lì i celebri 24 Preludi op. 28.

Dopo la difficile parentesi maiorchina, per circa sette anni trascorrono le estati a Nohant, nella tenuta di Sand nel Berry. In quell’ambiente tranquillo e protetto, che Chopin chiama il suo rifugio, George divene per lui una figura quasi materna, attenta alla sua salute e alle sue necessità quotidiane.

Il soggiorno a Nohant rappresenta l’apice creativo del compositore. La villa si trasforma anche in un vivace centro culturale: lontano dal caos parigino, Chopin può lavorare in una stanza isolata, al suo pianoforte Pleyel fatto arrivare da Parigi. Qui nascono molte opere mature e complesse, tra cui la Sonata in si minore, la Polacca-Fantasia e diverse Ballate. La routine quotidiana è rigorosa: al mattino il lavoro solitario al pianoforte; al pomeriggio passeggiate nel parco, quando la salute lo consente; la sera cene conviviali seguite da musica o spettacoli nel piccolo teatro di marionette costruito da Sand e dal figlio Maurice. La villa è frequentata da artisti e intellettuali dell’epoca, come il pittore Eugène Delacroix e la cantante Pauline Viardot. Delacroix annota nei suoi diari la magia delle note di Chopin che filtrano dalle finestre aperte mentre lui dipinge in giardino.

Col tempo, però, la passione si affievolisce Nelle lettere di Sand, Chopin non è più l’amante, ma quasi un terzo figlio, un malato difficile da accudire. Le tensioni familiari, soprattutto quando Chopin prende le parti della figlia di lei, Solange, in accesi litigi, incrinano ulteriormente il rapporto. Risentimenti sotterranei e dinamiche logoranti conducono alla rottura definitiva.

L’ultima estate insieme è quella del 1846. Dopo la separazione, Chopin non torna mai più a Nohant. La perdita di quel rifugio e dell’equilibrio affettivo è un colpo durissimo: negli ultimi due anni di vita compone pochissimo.

Dal canto suo, Sand pubblica il romanzo Lucrezia Floriani, in cui i protagonisti (una donna forte e un principe malaticcio e geloso) appaiono a molti come un ritratto poco lusinghiero della loro relazione. Chopin si sente ferito e umiliato.

La salute del compositore precipita rapidamente. Si rivedono per caso un’ultima volta nel 1848, ma non si parlano. Nella fine del loro amore una storia come tante. Secondo alcuni racconti, sul letto di morte Chopin avrebbe sussurrato ''Mi aveva promesso che sarei morto tra le sue braccia».

Di quel sentimento oggi resta la Maison de George Sand, trasformata in museo nazionale e aperta al pubblico, che a noi appare come la  testimonianza silenziosa di una passione che, tra luce e ombra, ha segnato profondamente la vita e l’arte di uno dei più grandi compositori della storia.

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