Farnese Festival 2026: a Parma la musica antica guarda alla Spagna


Tra le architetture solenni del Complesso della Pilotta, dove la storia sembra risuonare ancora tra pietra e legno, Parma si prepara ad accogliere una nuova edizione del Farnese Festival, che ritorna  dal 3 all’8 giugno 2026. La rassegna internazionale di musica antica giunta alla sua quarta edizione, è  uno degli appuntamenti più raffinati del panorama musicale italiano. Un progetto che, anno dopo anno, consolida la propria identità intrecciando ricerca musicologica, qualità interpretativa e valorizzazione del patrimonio storico-artistico.

A fare da cornice è il Complesso monumentale della Pilotta, cuore culturale della città, con il magnifico Teatro Farnese come epicentro simbolico e acustico. Costruito tra il 1616 e il 1618 per volere di Ranuccio I Farnese, questo straordinario teatro ligneo nasceva con un obiettivo preciso: stupire. Un intento che oggi torna a vivere attraverso la musica del Seicento e del Settecento, perfettamente in dialogo con lo spazio che la accoglie.

Il festival, ideato da Simone Verde e promosso dalla Pilotta con il patrocinio del Comune di Parma, si avvale della collaborazione della Fondazione Teatro Due e del sostegno di Fondazione Monteparma e Opem. Alla guida artistica troviamo Fabio Biondi, violinista tra i massimi interpreti del repertorio barocco e fondatore di Europa Galante, ensemble che ha contribuito in modo decisivo alla riscoperta della musica antica su strumenti originali.

Il filo conduttore dell’edizione 2026 è la Spagna, intesa non solo come tema geografico ma come crocevia culturale. ''La relazione tra Parma e le grandi culture artistiche europee'', sottolinea Biondi, diventa così il cuore di un percorso che attraversa secoli e confini, restituendo la mobilità e la vitalità del linguaggio musicale barocco.

Ad aprire il festival, mercoledì 3 giugno alle 20.30 al Teatro Farnese, è proprio Europa Galante con l’Oratorio Santa Clotilde di Francesco Corselli. Composto a Parma nel 1733, poco prima del trasferimento del musicista alla corte di Madrid, il lavoro rappresenta un perfetto punto di contatto tra Italia e Spagna. In scena, le voci di Lucia Cortese, Giuseppina Bridelli, Vivica Genaux e Luca Tittoto, insieme al Coro Città di Parma.

Giovedì 4 giugno, alla Biblioteca Palatina, “Contrasti” propone un affascinante attraversamento della musica spagnola dal Rinascimento al Novecento. Da Alonso Mudarra a Manuel de Falla, il programma mette in relazione epoche e linguaggi diversi, con il soprano Alicia Amo affiancata da strumenti storici e incursioni nel flamenco, grazie alla presenza della cantaora Miriam Cantero.

Venerdì 5 giugno si apre con “Il dialogo dei cani” al Teatro Due (ore 18), creazione scenico-musicale ispirata a Cervantes, dove parola e musica si intrecciano in una narrazione ironica e stratificata. Fabio Biondi al violino e Paola Poncet al clavicembalo dialogano con l’Ensemble Teatro Due sulle musiche di Mauro D’Alay. La sera (ore 20.30), si torna al Teatro Farnese con “Due secoli di musica spagnola”: l’ensemble MUSIca ALcheMIca, diretto da Lina Tur Bonet, propone un percorso tra Sei e Settecento tra danze, invenzioni strumentali e contaminazioni tra tradizione colta e popolare.

Sabato 6 giugno, alla Biblioteca Palatina (ore 18), “Ensaladas Musicales alla corte di Alessandro Farnese” ricostruisce un ambiente musicale segnato da scambi tra cultura iberica e tradizione napoletana. L’ensemble Allabastrina, diretto da Elena Sartori, restituisce le sonorità del Rinascimento spagnolo e del primo barocco italiano. In serata (ore 20.30), “Bach, non sei solo!” al Teatro Farnese propone un raffinato gioco di rimandi tra Johann Sebastian Bach e altri compositori, con Amandine Beyer e il suo ensemble Gli Incogniti.

Domenica 7 giugno, alla Sala della Musica (ore 18), “Parmigiani in Spagna” riporta alla luce autori legati a Parma ma attivi nella penisola iberica, come Fortunato Chelleri e Mauro D’Alay, in un programma affidato a La Compagnia de Violini. La sera (ore 20.30), il Teatro Farnese ospita “Oltre Orfeo”, dedicato alla figura di Francesco Rasi, interprete centrale del primo barocco italiano. Il Polifem Consort, diretto da Jordi Domènech, insieme alle voci di Furio Zanasi e Ferrán Albrich, attraversa Monteverdi e i suoi contemporanei, restituendo la nascita del teatro musicale moderno.

A chiudere il festival, lunedì 8 giugno (ore 20.30), torna Europa Galante con un programma interamente dedicato a Luigi Boccherini. Le sue sinfonie, tra cui la celebre La casa del diavolo, raccontano un universo sonoro elegante e cosmopolita, specchio di un compositore italiano profondamente legato alla cultura musicale spagnola.

Più che una semplice rassegna, il Farnese Festival si configura come un laboratorio culturale: un luogo in cui la musica antica non è oggetto di contemplazione, ma materia viva, capace di dialogare con gli spazi, la storia e il pubblico contemporaneo. Un’esperienza immersiva che restituisce alla musica il suo contesto originario e, insieme, la sua sorprendente attualità.


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