Flussi di vita”: musica, memoria e universo interiore nel nuovo progetto di Anna Dari

 


di Milena Borsacchi)---Una linea invisibile unisce la musica alla filosofia, l’arte alla vita, la memoria individuale a quella collettiva. È lungo questa traiettoria che si muove il nuovo progetto artistico di Anna Dari, pianista e compositrice che negli ultimi mesi ha dato forma a un percorso sonoro e concettuale capace di intrecciare attualità, introspezione e visione cosmica.
Dopo la pubblicazione a gennaio di “With Hair in the Wind”, brano per piano e voce realizzato in collaborazione con il produttore Fabio Roagna, l’8 marzo 2026 segna una nuova tappa con l’uscita di “Flussi di vita”. Due lavori distinti ma profondamente connessi, che si inseriscono in un progetto più ampio, destinato a culminare in uno spettacolo multimediale previsto per il 28 marzo.

Il brano “Flussi di vita  nasce da un’urgenza spirituale profonda: la necessità di trovare un equilibrio tra la malinconia terrena e la gratitudine per l’esistenza.asce come una riflessione musicale sul concetto di divenire, un vero e proprio “panta rei”, tutto scorre,  tradotto in linguaggio pianistico. 
La composizione si sviluppa come un flusso continuo, privo di rigidità strutturali, dove le dinamiche e le armonie si rincorrono evocando trasformazione, fragilità e rinascita. Non è solo musica: è un pecorso  narraivo senza parole. Un racconto emotivo che invita l’ascoltatore a riconoscersi nel cambiamento, ad accettare l’impermanenza come parte essenziale dell’esperienza umana.

Se “Flussi di vita” guarda al fluire universale, “With Hair in the Wind” affonda invece le radici in una dimensione etica e civile. Il brano è infatti un omaggio alle vite di Masha Amini e Saman Abbas,  alle donne iraniane e a tutte le altre uccise in nome della libertà. Due simboli contemporanei di diritti negati, violati. Attraverso una scrittura che unisce voce e pianoforte, la composizione si fa testimonianza. Il vento evocato nel titolo diventa metafora di libertà, ma anche di precarietà: un elemento che accarezza e travolge, che libera e disperde.  Le recensioni del brano hanno sottolineato proprio questa capacità di fondere dimensione poetica e impegno civile, restituendo alla musica un ruolo narrativo e sociale spesso dimenticato.

I due brani rappresentano quindi solo l’inizio di un progetto più ampio, che troverà la sua espressione più completa nello spettacolo “Con gli occhi al cielo - A spasso tra Galassie, Stelle e Pianeti”, in programma sabato 28 marzo 2026 a Felizzano (Alessandria), presso la sala cinematografica dell’Associazione Fitzcarraldo.
Più che un concerto, si tratta di un’esperienza immersiva e multidisciplinare. Sul palco, e sugli schermi, si incontreranno la musica di Anna Dari (pianoforte e voce), il violoncello di Simone Grazianola voce di Pasly Tripodile visioni artistiche di Pablo T, ideatore dell’“astrattismo extrasensoriale”, e le opere di recupero creativo di Ivano Chiavarino.
A questi si affianca il contributo scientifico del Gruppo Astrofili Astigiani Beta Andromedae, a suggellare l’intento dichiarato del progetto: unire scienza, mitologia, arte, musica e poesia in un unico racconto.


Il titolo dello spettacolo, “Con gli occhi al cielo”, racchiude la duplice anima dell’intero progetto. Da un lato lo sguardo verso l’universo, verso le stelle, la conoscenza scientifica e il mistero cosmico. Dall’altro, un viaggio introspettivo, un’indagine sull’essere umano, sulle sue fragilità e sulle sue possibilità di trasformazione. La scelta di una sala dotata di sei grandi schermi e sette proiettori non è infatti  casuale: l’obiettivo è creare un ambiente immersivo, in cui lo spettatore non sia semplice osservatore ma parte integrante dell’esperienza.
Nonostante siano già previste repliche, quella del 28 marzo promette di essere un’occasione unica. Le caratteristiche tecniche dello spazio e l’impostazione originale dello spettacolo consentiranno infatti di valorizzare al massimo la componente multimediale del progetto.
L’ingresso è riservato ai soci dell’associazione, a sottolineare anche la dimensione comunitaria dell’evento: un incontro tra artisti e pubblico, tra linguaggi diversi, tra visioni del mondo.

In un’epoca segnata da frammentazione e velocità, il lavoro di Anna Dari si distingue per la sua capacità di creare connessioni: tra discipline, tra emozioni, tra storie individuali e collettive. Flussi di vita” e “With Hair in the Wind” non sono semplicemente due brani musicali, ma le prime tappe di un percorso che invita a rallentare, ad ascoltare, a guardare,  dentro e fuori di sé. Con gli occhi al cielo, certo,  ma anche con i piedi ben radicati nella realtà.

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