Recital di Igor Levit al Teatro di San Carlo



È Igor Levit il protagonista del terzo appuntamento del Festival Pianistico, in calendario giovedì 19 marzo 2026 (ore 20:00) al Teatro di San Carlo di NapoliInterprete di primo piano della scena contemporanea, il pianista è stato insignito del Gilmore Artist Award.

Il programma del recital attraversa la forma-sonata intesa come spazio di trasformazione del pensiero musicale tra la fine del Settecento e il pieno Romanticismo. Se nelle prime opere di Ludwig van Beethoven la struttura classica inizia a incrinarsi sotto una nuova spinta propulsiva, nella maturità si dilata fino a un punto di non ritorno. Alla parabola beethoveniana rispondono le poetiche romantiche: Robert Schumann, che ne scompone la continuità formale, e Fryderyk Chopin, che ne recupera l’architettura con una inedita libertà armonica e poetica.

La Sonata n. 1 in fa minore, op. 2 n. 1, pubblicata nel 1796, inaugura la serie delle 32 Sonate di Beethoven. È il primo atto del trittico dell’op. 2 in cui, nelle parole di Piero Rattalino, ''il grande attore dimostra di essere ugualmente bravo nel tragico, nell’amoroso, nel brillante”. È dedicata “al Sig. Joseph Haydn” ma Beethoven non menziona, com’era uso, di esserne stato allievo: secondo il Ries, non volle perché “da lui non aveva imparato niente”. Per quanto collocata nel solco della tradizione classica, l’opera rivela fin da subito tensioni interne con una spinta cinetica che travolge l'equilibrio dell’eleganza galante.

Appassionata” è l’appellativo con cui è nota la Sonata n. 23 in fa minore, op. 57, composta tra il1804 e il 1806, con cui Beethoven eleva la forma-sonata a una intensità drammatica senzaprecedenti. È l'editore Cranz di Amburgo a pubblicarla postuma con il celebre sottotitolo, per sottolinearne il violento contrasto emotivo che attraversa l’opera: “Due facce opposte dell'io. L'io-forza selvaggia e l'io-debolezza tremante”, ne dirà Romain Rolland.

Il Romanticismo più cupo, notturno e visionario caratterizza i Nachtstücke, op. 23, quattro “pezzi di carattere” che Schumann scrive nel 1839, in un clima di profonda angoscia per la morte imminente del fratello. “Mentre scrivevo - confessa a Clara - non smettevo di avere visioni di processioni funebri, di bare, di visi infelici e disperati […]. Mentre componevo ero sempre profondamente emozionato, e le lacrime colavano dai miei occhi senza una ragione apparente.

La Sonata n. 3 in si minore, op. 58 di Chopin, composta nel 1844, rappresenta la sintesi matura trarigore formale e libertà espressiva. È un’opera dallo spiccato carattere lirico che, rispetto alleprecedenti, si distingue per la chiarezza dell’impianto architettonico e per la coerenza interna deldiscorso musicale. Elemento ampiamente ricorrente è il “tempo rubato”, lo strumento privilegiato da Chopin che usava, nelle parole di Franz Liszt, per “trasmettere il calore interno della sua commozione”.

“Uno degli artisti più importanti della sua generazione” per il New York Times, Igor Levit è co-Direttore Artistico dell’Heidelberg Spring Music Festival dalla stagione 2022/23. Si esibisce regolarmente in recital nelle principali sale internazionali e collabora con orchestre e direttori diprimo piano, tra cui i Wiener Philharmoniker, la Los Angeles Philharmonic e la Staatskapelle Berlin. Le sue registrazioni per Sony Classical hanno ricevuto numerosi premi internazionali. Attivo anche in ambito interdisciplinare, ha preso parte a una performance con Marina Abramović.

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