Dudamel, Abramović ed Elderkinper un inedito progetto al Teatro di San Carlo: debutto a Napoli per il direttore venezuelano nella coproduzione con la New York Philharmonic
Due le date in programma, sabato 18 e domenica 19 aprile (19:00), per la coproduzione internazionale che lega il Lirico alla New York Philharmonic: un progetto che apre la musica anuovi linguaggi visivi, performativi e concettuali.
Dudamel, al suo debutto a Napoli, sarà alla guida dell’Orchestra del Teatro di San Carlo. La concezione artistica porta la firma di Abramović ed Elderkin, quest’ultimo autore del video che dialogherà con le opere in programma: “L’histoire du soldat” di Igor’ Stravinskij ed “El amor brujo” di Manuel de Falla, di cui ricorrono i 150 anni dalla nascita e gli 80 dalla morte. In questa struttura, in cui si uniscono dimensione sonora e visiva, le luci sono di Pasquale Mari.
Due capolavori del primo Novecento, nati nel fervido clima artistico della Parigi delle avanguardie e negli anni segnati dalla Prima Guerra Mondiale: “L’histoire du soldat” ed “El amor brujo” riflettono l’incontro tra modernismo e tradizioni popolari, nel segno di una musica che intrecciaforme colte e radici folkloriche.
Due storie segnate da elementi soprannaturali e da un forte senso di trasformazione individuale, tra destino e libero arbitrio: al centro l’amore e il dolore, temi affini anche alla ricerca artistica di Marina Abramović.
Scritta nel 1918, “L’histoire du soldat” è una “storia da leggere, suonare e danzare”, su testo di Charles-Ferdinand Ramuz, ispirata a una novella di Afanas'ev. Voce recitante sarà quella di Valentino Mannias.
“Uno spettacolo drammatico per un teatro ambulante”, lo definisce Stravinskij, concepito per “un organico di esecutori semplice e modesto al punto di permettere una serie di allestimenti in tournée nelle piccole cittadine svizzere”. La storia segue il viaggio di unsoldato alle prese con un patto faustiano: cedere il proprio violino al Diavolo in cambio di ricchezza e potere, una parabola amara sull’illusione del possesso e sulla perdita di sé.
È del 1915 la versione proposta di “El amor brujo”, che verrà affidata al mezzosoprano Pasión Vega e alla performer Sara Maurizi.
De Falla la compone poco dopo il rientro in patria, dopo un lungo soggiorno a Parigi, su richiesta di Pastora Imperio, un’icona del folklore flamenco. Nasce come “gitanería”, uno spettacolo multiforme di canto e danza ispirato al popolo zigano, su testo di Gregorio Martínez Sierra. La partitura affonda nelle sonorità gitane dell’Andalusia, pur senzacitazioni dirette, e ne restituisce colori e tensioni.
Narra la vicenda di Candela, gitana innamoratama non corrisposta, che ricorre alle arti magiche pur di conquistare il cuore del suo amato.
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