Matteo Dal Maso è il vincitore della 18ª edizione del Concorso di Direzione d'Orchestra Donatella Flick della London Symphony Orchestra



di Milena Borsacchi)---Per un direttore d’orchestra ci deve essere un momento, nella vita artistica, in cui sembra che il gesto smetta di essere soltanto tecnica diventando  linguaggio. È il momento in cui un’orchestra si fida, segue, respira insieme a chi ha davanti. Per Matteo Dal Maso, possiamo immaginare che  quel momento sia  arrivato sul podio della London Symphony Orchestra, nel cuore di Londra, dove il giovane direttore italiano è stato proclamato vincitore della 18ª edizione del Concorso di Direzione d’Orchestra Donatella Flick LSO, tra le competizioni più autorevoli e ambite del panorama internazionale.

L’annuncio è arrivato il 29 aprile 2026, al termine di una finale intensa e seguita con crescente attenzione anche dal grande pubblico grazie alla serie televisiva Making a Maestro, prodotta da Sky Arts. Un successo che non rappresenta soltanto una vittoria personale, ma anche un nuovo segnale della vitalità della scuola direttoriale italiana in un contesto musicale sempre più globale.

Sul palco della LSO St Luke’s, Dal Maso ha affrontato l’ultima prova insieme ad altri due giovani talenti europei: il francese Félix Benati, 29 anni, e il tedesco Leonhard Kreutzmann, appena 22enne. I tre finalisti erano emersi da una selezione internazionale rigorosissima che aveva visto dieci direttori contendersi l’accesso all’ultima fase del concorso. A decretare il vincitore è stata una giuria di assoluto prestigio, presieduta da Sir Antonio Pappano e composta, tra gli altri, da Sian Edwards, Thomas Søndergård, Sir James MacMillan e da rappresentanti della stessa London Symphony Orchestra.

La finale, costruita attorno a pagine di Verdi, Brahms e Rimsky-Korsakov, ha mostrato con chiarezza le qualità che hanno fatto emergere Dal Maso: controllo del suono, maturità interpretativa e una rara capacità di dialogo con i musicisti. Non a caso, nelle parole di Sir Antonio Pappano, il direttore italiano ha saputo distinguersi per “musicalità, maturità e affiatamento con l’orchestra”, elementi che, secondo il direttore principale della LSO, lasciano intravedere “un futuro davvero brillante per la nuova generazione della direzione d’orchestra”.

Il premio assegnato al vincitore va ben oltre il riconoscimento simbolico. Oltre alle 15.000 sterline offerte dalla fondatrice Donatella Flick, Dal Maso entrerà infatti nella London Symphony Orchestra come assistant conductor, un ruolo che negli anni ha rappresentato una vera rampa di lancio per numerosi direttori oggi affermati sulla scena mondiale. Collaborerà alla preparazione delle produzioni orchestrali, seguirà le tournée internazionali, lavorerà accanto ai direttori ospiti e parteciperà alle attività educative della LSO Discovery, il grande programma divulgativo dell’orchestra londinese.

Per un giovane direttore, significa entrare nel laboratorio vivo di una delle istituzioni musicali più influenti del mondo.
Del resto, il Concorso Donatella Flick nasce proprio con questa missione. Fondato nel 1990 dall’imprenditrice e mecenate italiana Donatella Flick, il progetto si proponeva di colmare il difficile passaggio tra la formazione accademica e l’ingresso nella professione, spesso il punto più fragile nella carriera di un direttore d’orchestra. In oltre trent’anni, il concorso ha contribuito a lanciare figure oggi centrali nel panorama internazionale, come Elim Chan, David Afkham e Clemens Schuldt. 

Ed è significativo che proprio Donatella Flick, annunciando la vittoria del direttore italiano, abbia voluto sottolineare non soltanto il talento del vincitore ma anche il valore collettivo dell’esperienza vissuta dai concorrenti: giorni “meravigliosi di musica”, ha dichiarato, capaci di mostrare al pubblico “quanto talento abbiano questi giovani direttori”.

Nel racconto televisivo di Making a Maestro, il concorso è diventato anche occasione di divulgazione culturale. Le telecamere hanno seguito prove, tensioni, studio e confronto umano, contribuendo ad avvicinare il pubblico a un universo spesso percepito come distante. Persino Re Carlo III, storico sostenitore del concorso sin dalla sua nascita, ha incontrato i finalisti durante le prove alla LSO St Luke’s, confermando il rilievo simbolico assunto da questa iniziativa nel panorama culturale britannico.

Per Matteo Dal Maso, però, la vittoria londinese arriva al termine di un percorso già sorprendentemente solido. Negli ultimi anni il direttore italiano ha costruito una reputazione internazionale dirigendo ensemble come la BBC Philharmonic, l’Opera Australia Orchestra, l’Orchestra del Teatro Regio di Torino e la Real Filharmonía de Galicia. Nel 2025 aveva debuttato alla Sydney Opera House con Le nozze di Figaro nella celebre produzione di Sir David McVicar, mentre nei primi mesi del 2026 era salito sul podio dell’Opéra Royal de Wallonie-Liège e del Teatro del Monaco di Treviso.

Accanto all’attività sinfonica e operistica, Dal Maso ha maturato un’importante esperienza come assistente direttore presso istituzioni quali la BBC Philharmonic, la Royal Liverpool Philharmonic Orchestra e Opera North, lavorando accanto a direttori come Sir Andrew Davis, Domingo Hindoyan e John Storgårds. Una formazione costruita pazientemente, attraverso studio, concorsi internazionali e masterclass con figure storiche della direzione contemporanea, da Neeme Järvi a Jorma Panula.

Nel commentare la vittoria, Dal Maso ha parlato di “un sogno che si avvera”, ringraziando la giuria, Donatella Flick e soprattutto i musicisti della London Symphony Orchestra, con i quali,  ha raccontato,  “fare musica insieme è stata una vera gioia”.

Parole che restituiscono il senso più autentico di questo successo: non l’immagine romantica del direttore solitario e carismatico, ma quella di un musicista capace di creare relazione, ascolto e fiducia. Ed è forse proprio qui che si riconosce oggi un grande direttore. Non soltanto nella precisione del gesto, ma nella capacità di trasformare un’orchestra in una comunità sonora viva, pronta a raccontare il mondo attraverso la musica.

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