Salerno incontra il mondo: al Teatro Verdi la musica celebra l’eccellenza internazionale dell’IALC. In concerto Paola Francesca Natale, Keith Goodman, Luca De Lorenzo e Roberto Maggio
di Milena Borsacchi)---La musica come linguaggio universale, capace di unire culture, storie e sensibilità diverse: è da questa suggestione che prende avvio la serata di oggi, venerdì 17 aprile 2026, al Teatro Giuseppe Verdi. Un concerto-evento che non è soltanto un momento musicale di alto profilo, ma anche il simbolo più eloquente di ciò che sta accadendo in questi giorni a Salerno: un incontro tra il mondo e il territorio, tra formazione e bellezza.
Un viaggio musicale tra opera e cinema
Se parliamo di bellezza, sembra naturale partire dal programma della serata che si snoda come un racconto tra le meravigliose atmosfere della musica, attraversando epoche e stili, dalla grazia settecentesca di Wolfgang Amadeus Mozart fino alle atmosfere cinematografiche di Ennio Morricone.
Non manca l’ironia mozartiana con “Non più andrai” da Le nozze di Figaro, mentre il belcanto romantico trova spazio nella “Barcarola a due voci” da L'elisir d'amore di Gaetano Donizetti.
La prima parte si chiude con le atmosfere evocative del cinema: “Gabriel’s Oboe” e “Nuovo Cinema Paradiso” di Morricone, melodie che hanno attraversato generazioni e che qui trovano una nuova dimensione dal vivo.
La seconda parte si apre con il lirismo intenso dell’Intermezzo da Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni, per poi immergersi nel mondo pucciniano: “O mio babbino caro” da Gianni Schicchi, l’Intermezzo da Manon Lescaut e la celebre “Vissi d’arte” da Tosca di Giacomo Puccini.
Il viaggio continua con incursioni nel Novecento italiano: Nino Rota e il suo “È una cosa incredibile” da Il cappello di paglia di Firenze, fino a tornare ancora a Morricone con “Per le antiche scale” e “C’era una volta il West”.
Gran finale affidato al celebre “Duetto buffo di due gatti” di Gioachino Rossini e a “‘O sole mio” di Eduardo Di Capua, autentico inno della canzone napoletana nel mondo.
Gli interpreti: eccellenza e sensibilità artistica
A rendere vivo questo itinerario musicale sono quattro artisti che, pur provenendo da esperienze diverse, condividono un forte radicamento nella tradizione e una spiccata apertura internazionale.
Il soprano Paola Francesca Natale si distingue per una vocalità lirica elegante e per una particolare attenzione all’espressione scenica. Nel corso della sua carriera ha affrontato ruoli del repertorio mozartiano e pucciniano, costruendo un percorso che unisce rigore tecnico e capacità comunicativa, qualità fondamentali per un programma che alterna leggerezza, ironia e intensità drammatica.
Il pianista Keith Goodman è un interprete di solida formazione internazionale, apprezzato per la versatilità che gli consente di spaziare dal repertorio classico alla musica contemporanea e alle contaminazioni con il linguaggio cinematografico. In questo concerto il suo ruolo è centrale: non solo accompagnatore, ma vero e proprio tessitore sonoro, capace di dare coerenza e respiro all’intero percorso musicale.
Il basso/baritono Luca De Lorenzo porta in scena una vocalità calda e autorevole, particolarmente adatta al repertorio buffo e brillante, ma anche capace di affrontare pagine più liriche con intensità. La sua presenza contribuisce a restituire tutta la dimensione teatrale dell’opera, elemento essenziale in un programma così ricco di riferimenti scenici.
Il flautista Roberto Maggio aggiunge una cifra timbrica distintiva, soprattutto nelle pagine di Ennio Morricone, dove il flauto diventa voce evocativa e narrativa. La sua esperienza in ambito sia classico sia moderno gli permette di muoversi con naturalezza tra generi diversi, contribuendo a creare momenti di grande suggestione.
Un concerto dentro un evento globale
Si tratta di uno degli appuntamenti più prestigiosi a livello mondiale nel settore del turismo educativo e dell’insegnamento linguistico: oltre 250 operatori provenienti da più di 25 Paesi si sono riuniti per discutere il futuro della formazione linguistica, confrontarsi su metodologie, costruire relazioni e sviluppare nuove opportunità internazionali.
IALC rappresenta un circuito di eccellenza, che riunisce istituzioni selezionate secondo standard qualitativi elevatissimi. Ospitare questa conferenza significa, per Salerno e per l’Accademia Italiana, entrare al centro di una rete globale che unisce cultura, educazione e mobilità internazionale.
Salerno come palcoscenico internazionale
Tra incontri professionali, tavole rotonde e momenti istituzionali, l’esperienza dei partecipanti si arricchisce anche attraverso la scoperta della Campania, delle sue eccellenze paesaggistiche ed enogastronomiche, e della sua tradizione artistica.
E proprio in questo contesto, la serata al Teatro Verdi si trasforma in qualcosa di più di un concerto: è una narrazione condivisa, un’esperienza estetica che restituisce il senso profondo dell’iniziativa. Portare il mondo a Salerno, come sottolineato dalla direttrice Francesca Romana Memoli, significa anche offrire al mondo la bellezza della propria cultura.


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