Non è frequente che la viola -strumento appartato, spesso legato alle architetture interne dell’orchestra- diventi protagonista assoluta di una serata. Eppure Sabbah ha costruito la propria carriera proprio attorno alla capacità di trasformare quel timbro scuro, vellutato e introspettivo in una voce narrante capace di emozionare con straordinaria intensità.
A consacrarne il talento sono stati nomi leggendari della musica classica. Zubin Mehta lo ha definito un ''magnifico esecutore'', mentre il grande violinista Ivry Gitlis arrivò a soprannominarlo ''il Paganini della viola'', dopo averlo ascoltato interpretare il concerto di Leo Smit al Conservatorio Reale di Mons.
Il concerto napoletano sarà un viaggio attraverso il repertorio barocco e classico, tra le geometrie spirituali di Johann Sebastian Bach, l’eleganza narrativa di Georg Philipp Telemann e la limpida perfezione di Wolfgang Amadeus Mozart. Un programma costruito per esaltare tutte le sfumature della viola: dalla malinconia raccolta del registro grave alla luminosità cantabile delle linee melodiche più alte.
Accanto a Sabbah ci saranno i musicisti de ''I Solisti del Collegium Philarmonicum'', formazione cameristica composta dai violinisti Giuseppe Carotenuto e Salvatore Lombardo, dal violista Nikolas Altieri e dal violoncellista Aurelio Bertucci. Il quartetto si distingue per una lettura rigorosa ma al tempo stesso profondamente espressiva del repertorio classico e barocco, costruita su un dialogo continuo tra gli strumenti e su una ricerca timbrica che privilegia equilibrio, trasparenza e dinamismo sonoro.
In una città come Napoli, dove la tradizione musicale pervade i secoli e convive naturalmente con la vita quotidiana, l’arrivo di Marc Sabbah assume anche un valore simbolico. La viola, spesso considerata lo strumento dell’interiorità e dell’ascolto profondo, diventa qui il centro di una narrazione musicale intensa e contemporanea. “L’Arte della Viola” promette così di essere molto più di un semplice concerto: un’esperienza immersiva, quasi confessionale, in cui la musica da camera torna ad essere spazio di prossimità emotiva e di ascolto autentico.
Venerdì 8 maggio 2026 ore 20:00
Fondazione Il Canto di Virgilio
Via Santa Chiara 10, Napoli

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