Quando il verso si fa canto, Napoli rende omaggio a Manuel Alegre tra poesia, musica e memoria civile
di Milena Borsacchi)---Giovedì 7 maggio, alle ore 18, negli spazi dell’Associazione Gorkij, nel cuore di Napoli, la poesia incontra la musica in un evento che promette di essere molto più di un semplice concerto. “Quando il verso si fa canto” è infatti un tributo intimo e appassionato dedicato a Manuel Alegre, per celebrare una delle voci più alte della letteratura portoghese contemporanea, in occasione del suo novantesimo compleanno.
L’iniziativa nasce da un’idea del soprano Paola Francesca Natale, artista da sempre sensibile al dialogo tra parola poetica e musica, e si sviluppa come un percorso emotivo attraverso i versi di Alegre, tradotti in italiano da Maria Luisa Cusati (Console onorario del Portogallo) e trasformati in composizioni originali dai musicisti Keith Goodman e Francesco Iannitti Piromallo.
Sarà un incontro tra culture, lingue e sensibilità artistiche diverse, unite dalla convinzione che la poesia non appartenga soltanto alla pagina scritta, ma possa vivere pienamente anche nella voce e nel suono.
L’iniziativa nasce da un’idea del soprano Paola Francesca Natale, artista da sempre sensibile al dialogo tra parola poetica e musica, e si sviluppa come un percorso emotivo attraverso i versi di Alegre, tradotti in italiano da Maria Luisa Cusati (Console onorario del Portogallo) e trasformati in composizioni originali dai musicisti Keith Goodman e Francesco Iannitti Piromallo.
Sarà un incontro tra culture, lingue e sensibilità artistiche diverse, unite dalla convinzione che la poesia non appartenga soltanto alla pagina scritta, ma possa vivere pienamente anche nella voce e nel suono.
Manuel Alegre: il poeta della libertà
Parlare di Manuel Alegre significa riferirsi ad una parte decisiva della storia culturale e politica del Portogallo del Novecento. Nato nel 1936, il 12 maggio, ad Águeda, Alegre è poeta, romanziere, avvocato, uomo politico e soprattutto intellettuale profondamente legato ai temi della libertà e della giustizia sociale.
Durante la dittatura salazarista fu perseguitato dal regime per le sue idee democratiche e costretto all’esilio. Visse ad Algeri, da dove collaborò con la radio clandestina ''Voz da Liberdade'', divenuta uno dei simboli della resistenza antifascista portoghese. La sua scrittura nacque dunque in dialogo costante con la storia, ma senza mai rinunciare alla dimensione lirica e sentimentale.
Durante la dittatura salazarista fu perseguitato dal regime per le sue idee democratiche e costretto all’esilio. Visse ad Algeri, da dove collaborò con la radio clandestina ''Voz da Liberdade'', divenuta uno dei simboli della resistenza antifascista portoghese. La sua scrittura nacque dunque in dialogo costante con la storia, ma senza mai rinunciare alla dimensione lirica e sentimentale.
Nei suoi versi convivono il mare e la nostalgia, la patria e l’assenza, l’amore e l’impegno civile. La sua poesia possiede una musicalità naturale che sembra chiedere di essere pronunciata ad alta voce, quasi cantata. Non è un caso che molti artisti abbiano sentito il bisogno di tradurre quelle parole in musica.
Alegre appartiene a quella rara categoria di autori capaci di parlare contemporaneamente all’intimità individuale e alla memoria collettiva. Nei suoi testi il dolore personale si trasforma spesso in esperienza universale, mentre il linguaggio conserva una limpidezza capace di arrivare anche a chi non frequenta abitualmente la poesia.
Dal verso alla musica: l’idea di Paola Francesca Natale
Alla base dell’evento vi è l’intuizione artistica di Paola Francesca Natale: restituire alla poesia di Alegre la sua dimensione sonora più profonda.
Il progetto nasce dall’incontro emotivo con quei testi e dalla volontà di creare un’esperienza che non fosse soltanto una lettura poetica o un concerto cameristico, ma una vera drammaturgia dell’ascolto. In questo percorso, il soprano napoletano ha lavorato per trasformare la parola poetica in materia musicale viva, mantenendone intatta la tensione emotiva.
Il progetto nasce dall’incontro emotivo con quei testi e dalla volontà di creare un’esperienza che non fosse soltanto una lettura poetica o un concerto cameristico, ma una vera drammaturgia dell’ascolto. In questo percorso, il soprano napoletano ha lavorato per trasformare la parola poetica in materia musicale viva, mantenendone intatta la tensione emotiva.
La presenza di Maria Luisa Cusati, principale curatrice e traduttrice italiana delle opere del celebre poeta portoghese, assume un valore fondamentale. Tradurre poesia significa infatti attraversare un equilibrio delicatissimo tra fedeltà e reinvenzione. Le versioni italiane consentono al pubblico di entrare nel mondo di Alegre senza perdere la musicalità originaria del testo portoghese.
Paola Francesca Natale interpreterà le composizioni con una vocalità che si annuncia non operistica in senso tradizionale, ma profondamente narrativa: una voce chiamata non soltanto a cantare, ma a raccontare.
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| Keith Goodman |
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| Francesco Iannitti Piromallo |
Keith Goodman e Francesco Iannitti Piromallo: comporre la poesia
Le musiche originali portano la firma di Keith Goodman e Francesco Iannitti Piromallo, due compositori accomunati da una forte attenzione alla parola e alla dimensione evocativa del suono.
Keith Goodman, che sarà anche al pianoforte durante l’esecuzione, ha lavorato sulla capacità della musica di amplificare le immagini poetiche di Alegre, senza mai sovrastarle. Le sue composizioni sembrano muoversi sul confine tra lirismo e rarefazione, lasciando spazio al silenzio e al respiro del testo.
Francesco Iannitti Piromallo ha invece sviluppato un linguaggio compositivo che dialoga con la tradizione colta europea ma mantiene una forte immediatezza emotiva. Nel confronto con la poesia di Alegre, il suo lavoro appare orientato a esaltare il ritmo interno della parola, quasi seguendo il battito nascosto dei versi.
In entrambi i casi, la musica non accompagna semplicemente la poesia: la espande, ne esalta la tessitura.
Keith Goodman, che sarà anche al pianoforte durante l’esecuzione, ha lavorato sulla capacità della musica di amplificare le immagini poetiche di Alegre, senza mai sovrastarle. Le sue composizioni sembrano muoversi sul confine tra lirismo e rarefazione, lasciando spazio al silenzio e al respiro del testo.
Francesco Iannitti Piromallo ha invece sviluppato un linguaggio compositivo che dialoga con la tradizione colta europea ma mantiene una forte immediatezza emotiva. Nel confronto con la poesia di Alegre, il suo lavoro appare orientato a esaltare il ritmo interno della parola, quasi seguendo il battito nascosto dei versi.
In entrambi i casi, la musica non accompagna semplicemente la poesia: la espande, ne esalta la tessitura.
La voce della lettura e il valore dell’introduzione
Accanto alla dimensione musicale, l’evento affida un ruolo centrale alla lettura poetica di Annabella De Simone, chiamata a dare corpo e intensità ai testi di Alegre. La lettura rappresenterà il ponte tra il verso scritto e la sua trasfigurazione musicale, creando un continuo dialogo tra parola parlata e canto.
L’introduzione sarà invece curata da Massimiliano Cerrito, presidente del Festival Barocco Napoletano, impegnato da anni nella promozione culturale e nella valorizzazione dei linguaggi artistici capaci di creare connessioni tra epoche e sensibilità differenti.
L’introduzione sarà invece curata da Massimiliano Cerrito, presidente del Festival Barocco Napoletano, impegnato da anni nella promozione culturale e nella valorizzazione dei linguaggi artistici capaci di creare connessioni tra epoche e sensibilità differenti.
Napoli e il Mediterraneo delle culture
Appare chiaro quanto non sia casuale che un omaggio a Manuel Alegre prenda forma proprio a Napoli. La città possiede infatti una storica vocazione mediterranea, aperta all’incontro tra culture e linguaggi artistici. Portogallo e Napoli condividono uno stesso universo sentimentale fatto di mare, saudade, memoria popolare e passione civile.
In questo senso, ''Quando il verso si fa canto'' non può essere considerato soltanto un evento dedicato a un poeta, ma un gesto culturale più ampio: la dimostrazione che la poesia può ancora creare comunità, emozione condivisa, ascolto. In un tempo dominato dalla velocità e dalla frammentazione, una serata costruita attorno alla lentezza della parola poetica e alla profondità della musica assume un profondo senso simbolico.
E forse è proprio questo emerge dalle opere di Manuel Alegre: dove la poesia apre finestre e cerca voci disposte a spalancarsi, ad accoglierla, per continuare a parlare al presente.
In questo senso, ''Quando il verso si fa canto'' non può essere considerato soltanto un evento dedicato a un poeta, ma un gesto culturale più ampio: la dimostrazione che la poesia può ancora creare comunità, emozione condivisa, ascolto. In un tempo dominato dalla velocità e dalla frammentazione, una serata costruita attorno alla lentezza della parola poetica e alla profondità della musica assume un profondo senso simbolico.
E forse è proprio questo emerge dalle opere di Manuel Alegre: dove la poesia apre finestre e cerca voci disposte a spalancarsi, ad accoglierla, per continuare a parlare al presente.




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