La Stagione d’Opera 2025/2026 al Teatro di San Carlo prosegue con“Werther” di Jules Massenet. Mercoledì 20 maggio (ore 20:00) la prima rappresentazione, che riporta in scena, a diciannove anni dal debutto napoletano, la storica produzione dell’OperFrankfurt con la regia di Willy Decker: quattro le recite in programma, fino a martedì 26 maggio. Con scene e costumi di Wolfgang Gussmann e luci di Joachim Klein, l’allestimento segnò, nel 2007, l’ultima ripresa dell’opera al Lirico di Napoli.
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| Willy Decker |
| Lorenzo Passerini |
Lorenzo Passerini sarà sul podio alla guida dell’Orchestra del Teatro di San Carlo. Parteciperà anche il Coro di Voci Bianche, diretto da Stefania Rinaldi.
A dar voce a Werther saranno Jonas Kaufmann, nelle recite del 20 e 22 maggio, e Francesco Demuro, il 24 e 26 maggio. Caterina Piva sarà Charlotte accanto a Lodovico Filippo Ravizza nel ruolo di Albert. Nel cast anche Sergio Vitale (Le Bailli) e Roberto Covatta (Schmidt).Legati all’Accademia del Teatro di San Carlo sono Désirée Giove, attualmente Allieva, nel ruolo di Sophie e Maurizio Bove, già Allievo e interprete di Johann. Completano il cast due Artisti del Coro: Vasco Maria Vagnoli (Brühlmann) e Sabrina Vitolo (Kätchen).
A dar voce a Werther saranno Jonas Kaufmann, nelle recite del 20 e 22 maggio, e Francesco Demuro, il 24 e 26 maggio. Caterina Piva sarà Charlotte accanto a Lodovico Filippo Ravizza nel ruolo di Albert. Nel cast anche Sergio Vitale (Le Bailli) e Roberto Covatta (Schmidt).Legati all’Accademia del Teatro di San Carlo sono Désirée Giove, attualmente Allieva, nel ruolo di Sophie e Maurizio Bove, già Allievo e interprete di Johann. Completano il cast due Artisti del Coro: Vasco Maria Vagnoli (Brühlmann) e Sabrina Vitolo (Kätchen).
Nella regia di Willy Decker, “Werther” prende forma all’interno di un intimo universo borghese, lontano dal Settecento proprio dell’antecedente letterario di Goethe e più vicino alla sensibilità ottocentesca di Massenet. Tutto ruota intorno alla stanza di Charlotte, luogo della memoria e del dovere dominato dal ritratto di sua madre che, seppur scomparsa molto presto, è una presenza che continua a determinare la vita adulta della ragazza. Da questo spazio chiuso si apre il mondo di Werther: una dimensione pura e selvaggia, legata alla natura e all’impulso emotivo. Una lettura che intreccia la materia goethiana con lo sguardo malinconico e intimista del compositore francese.

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