È stata una voce fondamentale per i diritti umani e la libertà del popolo iraniano, collaborando con testate prestigiose come il New Yorker e il New York Times
Persepolis è quindi l'autobiografia di Marjane Satrapi, che racconta la sua crescita in Iran durante e dopo la Rivoluzione Islamica. Nella narrazione vediamo Marji, figlia di intellettuali progressisti a Teheran, che assiste alla caduta dello Scià e all'instaurazione del regime teocratico. Il passaggio è segnato dall'imposizione del velo e dalla perdita delle libertà civili.
Nonostante il clima repressivo e la guerra Iran-Iraq, Marji coltiva la sua identità attraverso la musica occidentale (punk e rock), vestiti "proibiti" e uno spirito ribelle che la mette spesso nei guai con le guardie della rivoluzione.
Per proteggerla, i genitori la mandano a studiare a Vienna. Qui vive lo scontro culturale, il razzismo e la solitudine, sentendosi straniera ovunque...troppo occidentale per l'Iran e troppo iraniana per l'Europa...
Torna in Iran per l'università, ma capisce che la libertà che cerca non è compatibile con le leggi del Paese. Il memoir si conclude con il suo trasferimento definitivo in Francia e il doloroso addio alla famiglia e alle proprie radici.
In sintesi, è un'opera sulla perdita dell'innocenza e sulla lotta universale per la libertà individuale contro ogni fanatismo.
Sebbene i suoi disegni siano celebri per il contrasto netto del bianco e nero, è la "colonna sonora" interna alle sue tavole a dare profondità alla narrazione. In Persepolis, ci rendiamo conto così che la musica è la linea di demarcazione tra oppressione e identità individuale. La costruzione musicale del racconto (e successivamente del film) si muove su tre livelli. La musica non è solo un elemento di sottofondo o un simbolo politico, ma diventa il motore narrativo centrale.
Nello sviluppo della storia viene messo in primo piano come per la giovane Marji, infatti, possedere una cassetta degli Iron Maiden o di Kim Wilde acquistata al mercato nero non sia un semplice hobby. È un'azione tattica di resistenza contro un regime che censura il piacere e l'espressione.
La musica in Satrapi scandisce i tempi della crescita. Dal "Teheran Disco" alla malinconia dei brani tradizionali che evocano le radici perdute, ogni nota serve a ricordare che l’essere umano non può essere ridotto al silenzio. Sono presenti anche arrangiamenti di brani classici, come Marcia Persiana (Persischer Marsch) e Rose del Sud di Johann Strauss.
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