Carmen contro Tosca. Chi è la femme fatale per eccellenza?

 


di Milena Borsacchi)---Se scorrete i feed di Instagram o TikTok, noterete che lo schema non è mai cambiato: l'algoritmo premia i contrasti netti, le narrazioni forti, le figure capaci di polarizzare. Se l'opera lirica avesse avuto i social media a fine Ottocento, la sfida definitiva per il trend "femme fatale" avrebbe avuto solo due nomi: Carmen e Tosca.

L'immagine generata dall'Intelligenza Artificiale, che apre l'articolo, mostra proprio questo: una sorta di ring ideale... Sul palcoscenico, sotto un occhio di bue tagliente, si sfidano i due pesi massimi del dramma musicale. Da un lato Maria Callas, lo sguardo magnetico che ha ridefinito Floria Tosca; dall'altro Teresa Berganza, che ha prestato a Carmen una sensualità aristocratica, fiera e mai volgare. Nella realtà, le due dive si stimavano profondamente e avevano un rapporto eccellente. Ma sul piano del mito, la domanda resta aperta: chi è la vera femme fatale dell'opera lirica?

Dpbbiamo subito sottolineare che né Carmen né Tosca nascono nei teatri d'opera. Entrambe sono figlie della letteratura francese, nate in un'epoca in cui il pubblico borghese cercava emozioni forti, ma rimaneva regolarmente shockato quando le otteneva.



Quando Prosper Mérimée scrive la novella Carmen nel 1845, immagina una sigaraia manipolatrice, ladra e persino un po' strega, raccontata attraverso lo sguardo distaccato di un archeologo. Trent'anni dopo, nel 1875, Georges Bizet decide di portarla sul palco dell'Opéra-Comique.

Fu un disastro epocale. Il pubblico della première rimase orripilato da quella donna che cantava di amore libero mentre ondeggiava i fianchi, fumava e accoltellava una collega. Bizet morì tre mesi dopo il debutto, convinto di aver fallito. Non sapeva che la sua grinta musicale stava per conquistare il mondo.



Floria Tosca nasce invece dalla penna di Victorien Sardou nel 1887 per la più grande attrice dell'epoca, Sarah Bernhardt. È un dramma storico, violento, pieno di sesso e tortura.

Giacomo Puccini vede lo spettacolo e ne rimane ossessionato. Lotta per anni per ottenerne i diritti musicali, scontrandosi con editori e altri compositori. Quando l'opera debutta a Roma nel 1900, l'atmosfera è tesa: ci sono persino minacce di attentati anarchici a teatro. Il pubblico inizialmente fatica a digerire quel realismo così crudo, ma la melodia pucciniana è un treno in corsa impossibile da fermare.

Tutto questo costituisce una rapida premessa per comprendere i personaggi che abbiamo decisp di conoscere meglio.  Il vero miracolo accade infatti quando la parola scritta incontra lo spartito. È lì che le due protagoniste si separano drasticamente, diventando due archetipi opposti di femminilità.

Carmen infatti usa il ritmo. Bizet non le dà grandi arie romantiche nel senso tradizionale; le dà danze. L'Habanera e la Seguidilla sono armi di seduzione di massa. Carmen canta con il corpo, il suo canto è sincopato, cromatico, scivoloso. Non cerca di convincere Don José con i sentimenti, lo ipnotizza con il movimento.

Tosca invece usa il melodramma. Tosca è una cantante, vive d'arte e d'amore. Puccini le cuce addosso un lirismo spiegato, viscerale, che esplode nei momenti di massima gelosia e si fa preghiera intima in Vissi d'arte. Se Carmen è sfuggente come il fumo delle sue sigarette, Tosca è un blocco di granito emotivo: ama totalmente, odia ferocemente.


A prima vista sembrano distanti anni luce, ma grattando la superficie del libretto emergono parallelismi affascinanti. E per meglio evidenziarli, abbiamo voluto  costruire una tabella dalla quale emerge che:  

CarmenTosca
Il rapporto con la LeggeLa sfida apertamente (è una contrabbandiera).Ne è vittima, ma finisce per ucciderne il massimo rappresentante (Scarpia).
La gestione del DestinoPassiva e fatalista. Vede la morte nelle carte e la accetta.Attiva e ribelle. Tenta il tutto per tutto pur di salvare il suo uomo.
Il moventeLa libertà personale assoluta ("Carmen libera è nata, e libera morrà").L'amore possessivo, la gelosia, la difesa della propria dignità.

A questo punto, la vera linea di demarcazione è la definizione di Femme Fatale. 

E cosa rintracciamo nelle storie delle due donne dell'Opera?

In pratica, Carmen è donna fatale per natura. È un pericolo consapevole per gli uomini che incontra; distrugge Don José semplicemente esistendo e rifiutando di farsi possedere.

Mentre Tosca lo diventa per necessità. Non vuole distruggere nessuno, vuole solo vivere la sua storia d'amore con Cavaradossi. È la situazione politica, incarnata dal sadico barone Scarpia, a costringerla a impugnare il coltello. Tosca uccide per legittima difesa, Carmen muore per non rinunciare a se stessa.

Sul fronte delle interpreti da cui abbiamo preso spunto per comporre 'immagine, sono tra le voci che  hanno fatto la storia nel ruolo. E non solo.


Maria Callas

Abbiamo già evidenziato come Maria Callas abbia letteralmente reinventato Tosca. Prima di lei, il personaggio rischiava di sembrare una borghese isterica. La Callas le ha dato la dignità della tragedia greca e una recitazione cinematografica. La sua Tosca al Covent Garden del 1964, accanto allo Scarpia di Tito Gobbi, rimane il gold standard assoluto della storia dell'opera.

Teresa Berganza ha compiuto invece una rivoluzione opposta su Carmen. In un'epoca in cui la gitana veniva interpretata come una femme fatale volgare, da strada, la Berganza (da fiera spagnola) impose una lettura diversa: Carmen è una donna d'onore, legata alle leggi del suo popolo. La sua interpretazione a Glyndebourne nel 1977, con la direzione di Claudio Abbado, ripulì il personaggio dai cliché storici, restituendogli una nobiltà selvaggia.


Teresa Berganza

Oltre a queste due meravigliose interpreti, non possiamo dimenticare regine della provocazione come Elena Obraztsova (una Carmen felina e viscerale) o voci intense come quella di Magda Olivero, capaci di straziare il cuore del pubblico nel finale pucciniano.

In conclusione, alla domanda iniziale  di chi vinca la sfida, abbiamo compreso che la risposta non è facile da darsi. Quando si parla di sentimenti le prese di posizione non possono essere nè nette nè categoriche.  A maggior ragione se parliamo di personaggi così complessi che tornano a far parlare di sè ad ogni nuova rappresentazione sui palcoscenici di tutto il mondo.  E non solo. 

Se la Femme Fatale è colei che porta alla rovina l'uomo attraverso la seduzione, allora  Carmen vince a mani basse. Lei non scende a patti, non si piega alle regole del patriarcato ottocentesco e preferisce la morte al compromesso. Se invece cerchiamo una donna moderna, complessa, capace di passare dalla gelosia infantile al tirannicidio in una notte, Tosca resta insuperabile.  

In fondo, Carmen e Tosca non sono solo due personaggi, ma sono due modi diversi di declinare il coraggio al femminile. Due donne che hanno pagato il prezzo più alto pur di non rinunciare alla propria identità. Ed è per questo che, ogni volta che un'orchestra attacca l'Habanera o che un soprano intona il Vissi d'arte, Carmen e Tosca smettono di essere vittime della finzione scenica e diventano immortali. Due facce della stessa, splendida medaglia chiamata Opera.


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