Il respiro del pianoforte a Porto: Roman Lopatynskyi vince il Concorso internazionale Santa Cecília 2026
di Milena Borsacchi)---Dal 22 al 27 giugno 2026, le sponde del Duero sono diventate il palcoscenico naturale dell'attesissima edizione del Concorso Pianistico Internazionale Santa Cecília. Un’edizione cruciale che ha consacrato la manifestazione nella sua nuova veste di vero e proprio Piano Festival, capace di irradiare masterclass e concerti in tutta la città, mantenendo però il suo centro propulsivo tra le mura della futuristica Casa da Música a Porto, in Portogallo.
Per capire il prestigio racchiuso in questi giorni di note e silenzi vibranti, bisogna riavvolgere il nastro del tempo. Organizzato dal leggendario Curso de Música Silva Monteiro, il concorso affonda le sue radici lontano, precisamente nel 1965, quando nacque come una competizione su scala locale e scolastica. La vera svolta è arrivata nel 2012 con l'apertura internazionale, seguita nel 2015 dall'esclusività assoluta dedicata allo strumento del pianoforte. Oggi, l'evento è un membro riconosciuto della prestigiosa Federazione Mondiale dei Concorsi Internazionali di Musica (WFIMC), attirando ogni anno centinaia di talenti under 32 da ogni angolo del globo.
L'intensissima settimana di fine giugno ha rappresentato l'imbuto finale di una selezione severissima. Tutto è iniziato mesi fa con una scrematura video che ha ridotto i candidati a soli 42 pianisti ammessi alle prove dal vivo a Porto.
I candidati della categoria principale hanno dovuto affrontare tre turni eliminatori in presenza. Il momento più intimo e tecnicamente originale si è consumato durante la semifinale, in cui i giovani talenti si sono misurati nella musica da camera, suonando accompagnati da un quartetto d'archi composto dai solisti dell'Orchestra Sinfonica. Solo i migliori tre hanno strappato il biglietto per la Gran Finale, l'attesissimo concerto sinfonico nella celebre Sala Suggia.
A giudicare e guidare i ragazzi lungo questo percorso a ostacoli è stata una giuria internazionale di altissimo profilo, presieduta storicamente dal Maestro Álvaro Teixeira Lopes. Accanto a lui, Carles Lama (Spagna), Chun-Chieh Yen (Taiwan, Dorian Leljak (Serbia/Croazia) Paulo Oliveira (Portogallo), Rena Shereshevskaya (Francia/Russia), Riccardo Risaliti (Italia), Vovka Ashkenazy (Islanda/Russia), Yaron Kohlberg (Israele/USA) A loro è spettato il difficile compito di valutare ogni singola sfumatura interpretativa e scegliere la nuova stella del pianismo mondiale.
La finale è stata un crescendo di emozioni e pathos, con i tre finalisti supportati dalla maestosa Orquestra Sinfonica do Porto Casa da Música, guidata con mano ferma dal direttore d'orchestra Martin André.
Il verdetto finale ha visto trionfare l'Ucraina, ma l'intero podio ha dimostrato un livello artistico strabiliante:
1° Premio (Vincitore Assoluto) a Roman Lopatynskyi (Ucraina). Il pianista ucraino ha letteralmente stregato il pubblico e la giuria con una lettura magistrale del Concerto per pianoforte n. 5 "Imperatore" di Beethoven, restituendo tutta la forza monumentale e la poesia interiore del capolavoro tedesco.
2° Premio a Jacky Xiaoyu Zhang (Regno Unito). Il musicista britannico ha affrontato le vette impervie del Concerto n. 3 di Rachmaninoff, una delle pagine più spaventose e affascinanti del repertorio per tastiera, portando a casa una performance applauditissima per tecnica e tenuta emotiva.
3° Premio è andato a Zhu Wang (Cina). Residente a New York, il pianista cinese ha regalato una versione intensa, lirica e ricca di sfumature del celebre Concerto n. 2 di Rachmaninoff, completando un podio di assoluto valore mondiale.
Le luci sulla Sala Suggia si sono spente, ma l'eco delle note di questa memorabile settimana - siamo certi - continuerà a risuonare nella storia culturale di Porto e nelle carriere, ormai pronte a decollare, dei suoi straordinari vincitori.

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