Valorizzazione della storia del Teatro e della tradizione musicale napoletana, impulso alla produttività, rilancio del Corpo di Ballo, ritorno delle tournée internazionali, rafforzamento del legame con il territorio, attenzione alla contemporaneità e presenza di grandi direttori, registi, coreografi, cantanti e solisti della scena mondiale rappresentano quindi i cardini della nuova programmazione, presentata oggi al Teatro di San Carlo di Napoli alla presenza di Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli e presidente della Fondazione Teatro di San Carlo; Onofrio Cutaia, assessore alla Cultura della Regione Campania; Fulvio Adamo Macciardi, sovrintendente e direttore artistico del Teatro di San Carlo; Antonio Marcellino, capo segreteria del Sottosegretario alla Cultura, Giampiero Cannella.
Il cartellone comprende 11 titoli d’opera e 6 produzioni di balletto. Tra questi due spettacoli fuori abbonamento: a dicembre il tradizionale Schiaccianoci durante le festività natalizie e a luglio 2027 Tosca all’Arena Flegrea. La stagione si completa con 14 concerti sinfonici e 17 concerti di musica da camera.
Per quanto riguarda il programma operistico, tra gli allestimenti, saranno 5 le nuove produzioni ed è previsto un incremento del numero di rappresentazioni. I titoli di maggior richiamo saranno infatti proposti con una media di almeno sette recite e con doppi cast di pari livello artistico. Cini La scelta dei nuovi allestimenti testimonia la volontà di consolidare il ruolo del Lirico quale centro di produzione capace di dialogare con i più importanti teatri del mondo.
Per avviare il percorso verso il traguardo dei 300 anni, l'inaugurazione di ogni stagione sarà affidata a un’opera scritta per il San Carlo da compositori che hanno contribuito in modo determinante alla sua identità artistica: Verdi nel 2026, Donizetti nel 2027 e Rossini nel 2028.
Ad aprire il sipario nel 2026, il 2 dicembre, sarà Luisa Miller di Giuseppe Verdi. Sul podio salirà Daniel Oren, alla guida di un cast di grandi voci tra cui il soprano Mariangela Sicilia (Luisa) e, per la prima volta a Napoli, il tenore Piotr Beczała (Rodolfo), insieme a Igor Golovatenko (Miller), Michele Pertusi (Walter), Marko Mimica (Wurm) e Martina Belli (Federica). A loro si alterneranno Marta Torbidoni (Luisa), Franco Vassallo (Miller) e Gabriele Sagona (Walter). La regia sarà curata da Davide Livermore, il cui ritorno si inserisce in un più ampio progetto che coinvolge i maggiori registi italiani della scena contemporanea.
Tra questi spicca anche Serena Sinigaglia, che firmerà una nuova Aida destinata alla circuitazione internazionale, in vista di una tournée della compagnia in Giappone nel luglio 2027. Renato Palumbo dirigerà, per l'occasione, un cast composto da Maria José Siri (Aida), Luciano Ganci (Radames), Elizabeth DeShong (Amneris) e Ariunbaatar Ganbaatar (Amonasro), in alternanza con Roberta Mantegna (Aida), Mikheil Sheshaberidze (Radames), Teresa Romano (Amneris) e Sebastian Catana (Amonasro).
Il mese di aprile 2027 sarà dedicato alla riscoperta del repertorio partenopeo tra Settecento e Ottocento con due titoli gemelli che esplorano il genere semiserio, sospeso tra commedia e dramma. Entrambi gli spettacoli recano la firma di Mariano Bauduin. Il capolavoro di Paisiello Nina o sia La pazza per amore, che sorprendentemente non è mai più stato proposto al San Carlo dall’ultima rappresentazione interpretata da Giuditta Pasta nel 1827, sarà diretto da uno specialista come Fabio Biondi. Ad essa si accosta una riscoperta in coproduzione con il Donizetti Opera Festival, la rara Otto mesi in due ore o sia Gli esiliati in Siberia di Gaetano Donizetti, diretta da Fabio Mastrangelo, riproposta a Napoli per la prima volta in tempi moderni per celebrare i duecento anni dal debutto assoluto, avvenuto al Teatro Nuovo sopra Toledo nel 1827.
Il San Carlo rinnova, inoltre, il suo impegno verso i linguaggi d’oggi con una nuova commissione ad Alessandro Solbiati, tra i più riconosciuti compositori viventi, che scriverà un inedito completamento de La chute de la maison Usher (La caduta della casa degli Usher), opera tratta dall’omonima novella di Edgar Allan Poe a cui Claude Debussy lavorò tra il 1908 e il 1917. La produzione, diretta da Marco Angius con la regia di Luca Micheletti, sarà realizzata in collaborazione con il Teatro Alighieri di Ravenna.
Non mancheranno le riprese di due produzioni sancarliane molto amate dal pubblico. Madama Butterfly, con la regia di Ferzan Özpetek, sarà diretta da Francesco Ivan Ciampa e interpretata da Anna Pirozzi (Cio-cio-san), Jorge De León (Pinkerton), Veronica Simeoni (Suzuki) e Marco Filippo Romano (Sharpless). Il barbiere di Siviglia, nello storico allestimento di Filippo Crivelli, sarà affidato alla bacchetta di Ottavio Dantone e vedrà nel cast Roberto De Candia (Figaro), Maxim Mironov (Almaviva), Chiara Amarù (Rosina) e Michele Pertusi (Don Basilio).
Completano l'offerta tre importanti produzioni provenienti da altre Fondazioni lirico-sinfoniche italiane. Da Roma arrivano due spettacoli storici: il monumentale Pagliacci creato nel 1992 da Franco Zeffirelli, presentato per la prima volta a Napoli, e La damnation de Faust di Hector Berlioz per la regia di Damiano Michieletto, vincitore del Premio Abbiati come miglior spettacolo dell’anno 2017.
A luglio 2027 il San Carlo torna con Tosca, nell'allestimento di Edoardo de Angelis, all’Arena Flegrea, storico spazio all’aperto nata nel 1940 come sede estiva del Teatro, che fu inaugurato nel 1952 con l’Aida.
Particolare attenzione sarà dedicata al balletto sotto la guida del Direttore del Corpo di Ballo, Renato Zanella. Rispetto all’ultima stagione il numero dei titoli passerà da 4 a 6, così da ampliare sensibilmente l'offerta rivolta al pubblico locale e internazionale. La valorizzazione del Corpo di Ballo costituisce uno degli assi strategici della nuova direzione, impegnata nell’organizzazione di tournée nazionali e internazionali volte a consolidare il prestigio della compagnia.
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| Anna Razzi |
Accanto a felici riprese di produzioni sancarliane come il tradizionale Schiaccianoci natalizio con la coreografia di Simone Valastro, diretto da Andriy Yurkevych, e La dame aux camélias di Derek Deane, diretto da Ido Arad, si segnala l’allestimento, per la prima volta al San Carlo, di una delle pietre miliari del Novecento: L’histoire de Manon di Kenneth MacMillan, diretto da Kevin Rhodes. Il mese di luglio sarà occupato da un altro classico moderno, Zorba il greco di Lorca Massine su musiche di Theodorakis, e da Invito alla danza, serata composta da tre coreografie di giganti del ventesimo secolo, Jerome Robbins, Uwe Scholz e Ben Stevenson, cui si aggiunge una nuova creazione di Jacopo Godani. Molto significativa la presenza di un gala dedicato alla memoria di Anna Razzi, a lungo direttrice della scuola sancarliana e scomparsa pochi mesi fa, che vedrà la partecipazione di alcune delle migliori étoile italiane ed internazionali.
Anche il versante sinfonico presenta importanti novità, mettendo al centro di tutti i programmi l’Orchestra del Teatro che vedrà il ritorno di grandi protagonisti del podio e debutti di assoluto rilievo.
In occasione del bicentenario della morte (1827-2027), la figura di Ludwig van Beethoven costituirà il fil rouge del percorso orchestrale. Dopo l’inaugurazione con la Sinfonia n. 9 diretta da Daniel Oren, nel corso della stagione sarà distribuita l’esecuzione dell’integrale dei concerti solistici. I cinque concerti per pianoforte saranno affidati, nell’ordine, a Jean-Efflam Bavouzet, Alexandra Dovgan, Roberto Cominati, Filippo Gorini e Javier Perianes. Il Triplo concerto sarà interpretato dalla spalla dell’orchestra Gabriele Pieranunzi, con il primo violoncello Pierluigi Sanarica e al pianoforte Bruno Canino (incredibilmente al suo debutto sancarliano), mentre il concerto per violino sarà eseguito dall’altro primo violino Fabrizio Falasca con la direzione di Nikolaj Znaider.
Sul podio si avvicenderanno alcune delle bacchette più interessanti del panorama internazionale, a cominciare da due monumenti quali Charles Dutoit e Ton Koopman, entrambi per la prima volta a Napoli. Tra gli altri debutti al San Carlo si segnalano Bertrand De Billy, Alexander Soddy, Pietari Inkinen, Umberto Clerici e Ramón Tebar, mentre si registrano i ritorni di Asher Fisch, Hartmut Haenchen, Pinchas Steinberg e Lorenzo Passerini.
Oltre a Beethoven, si sottolinea la presenza di capolavori sinfonico-corali assenti da lungo tempo dai cartelloni del teatro, quali il Lobgesang (Inno di lode) di Mendelssohn, che sarà diretto da Asher Fish, e la Sinfonia n. 2 “Resurrezione” di Mahler, affidata a Pietari Inkinen. Una speciale attenzione sarà rivolta ad Anton Bruckner, con due capolavori mai eseguiti a Napoli negli ultimi decenni, la Sinfonia n. 3 dedicata dall’autore a Richard Wagner, che sarà interpretata da Hartmut Haenchen, e la Sinfonia n. 6, che si ascolterà nella lettura di Bertrand De Billy. Ricorrente anche la presenza di Maurice Ravel: La valse sarà in dialogo con la Suite dall’Uccello di fuoco di Stravinskij sotto la direzione di un mago del colore quale Charles Dutoit. La Rapsodie espagnole affiancherà l’orchestrazione dei Quadri di un’esposizione di Musorgskij nell’interpretazione di Alexander Soddy. E la reinvenzione del Settecento de Le tombeau de Couperin sarà messa a confronto con Gli uccelli, fantasiosa trascrizione di Respighi da autori rinascimentali e barocchi, con la direzione di Lorenzo Passerini. Un'altra declinazione del fecondo rapporto con il passato sarà offerta da Ramón Tebar che accosterà la celebre Sinfonia n. 1 “Classica”, capolavoro giovanile di Prokof'ev ispirato ad Haydn, a un lavoro molto meno noto scritto nello stesso anno (1916) da un altro giovane, il brasiliano Heitor Villa-Lobos, che invece dedicò la sua Sinfonietta n. 1 “alla memoria di Mozart”. Il padre della sinfonia stesso, Franz Joseph Haydn, compare invece in stagione con la Sinfonia n. 100 diretta dall’esperto di repertorio settecentesco Ton Koopman, abbinata all’iconica Suite per orchestra n. 3 di Bach.
Alla valorizzazione del repertorio legato alla storia locale contribuirà il violinista Sergej Krylov, protagonista del Concerto n. 1 di Nicolò Paganini, che a Napoli soggiornò lungamente, invitato da Rossini e dall’impresario Domenico Barbaja. Al concerto sarà abbinata la Sinfonia n. 6 “Piccola” di Schubert, sotto la guida di Umberto Clerici. Per gli amanti del canto non mancherà un momento vocale: per celebrare i 55 anni dal suo debutto al San Carlo, Plácido Domingo sarà protagonista con Sonya Yoncheva di un gala lirico diretto da Leonardo Sini.
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| Placido Domingo |
Prosegue e si consolida l’iniziativa del Festival pianistico, quest’anno in collaborazione con l’Associazione “Alessandro Scarlatti”, che ha visto venir meno una delle sedi della sua programmazione con il rogo del Teatro Sannazaro. I quattro appuntamenti saranno dedicati ad altrettanti protagonisti della scena internazionale: dal giovane Alexander Gadjiev al grande Michele Campanella - che festeggerà al San Carlo i suoi 80 anni – passando per Louis Lortie e Alexander Lonquich.
Completano la Stagione del Teatro di San Carlo i concerti di Musica da camera proposti dai professori d’orchestra, che sono dedicati quest’anno in particolar modo alla vasta produzione per combinazioni di archi, fiati e pianoforte di Ludwig van Beethoven e di autori coevi, e tutte le attività “Educational” che tanto entusiasmo suscitano nelle nuove generazioni, a cui è data la possibilità di conoscere in maniera leggera la meraviglia del San Carlo.
Con questa programmazione il Teatro di San Carlo inaugura una nuova fase del proprio percorso artistico, fondata sulla valorizzazione del patrimonio storico, l’impulso alla nuova creatività, l’apertura internazionale e l’incremento della produttività, nella prospettiva di accompagnare il Teatro verso il prestigioso traguardo dei tre secoli di storia.

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