Un ponte di note tra Napoli e Anversa: il canto e il pianoforte del Duo Natale-Goodman alla Love Arts Gallery
Non si tratta di un debutto, ma della prosecuzione di un felice viaggio artistico. Il Duo ha già alle spalle una fitta attività internazionale, avendo incantato le platee di Italia, Spagna, Malta e degli Emirati Arabi. Ad Anversa portano una cifra stilistica fatta di complicità, rigore e una straordinaria capacità di esprimere talento e rigore su palcoscenici diversi, unendo la grande tradizione lirica italiana alle suggestioni contemporanee e cosmopolite.
Gli interpreti: due anime per un unico spartito
Per capire la profondità del programma proposto, bisogna guardare alle biografie di chi lo interpreta.
Paola Francesca Natale, soprano dalla vocalità duttile e dalla presenza scenica magnetica, si è formata e affermata nei grandi circuiti operistici e concertistici. La sua voce è uno strumento capace di piegarsi sia alle agilità del repertorio classico e romantico, sia alle sfumature più intime e teatrali della musica del Novecento. La sua interpretazione non è mai una semplice esecuzione, ma un racconto recitato in musica.
Al suo fianco, al pianoforte, siede Keith Goodman. Personalità poliedrica del panorama musicale, Goodman non è solo un pianista dal tocco sensibile e rigoroso, ma anche un apprezzato direttore d'orchestra e compositore. Questa sua natura "tridimensionale" si riflette nel suo modo di accompagnare il canto, mai subordinato, sempre in dialogo costante, e nella scelta di un repertorio solistico che scava nelle pieghe meno battute della letteratura pianistica.
Il Programma: un viaggio nel tempo e nello spazio
Il programma della serata è un vero e proprio manifesto di divulgazione culturale. Non una sequenza casuale di brani, ma un itinerario fluido che attraversa i secoli, alternando il virtuosismo della tastiera alla poesia della voce.
L'apertura è affidata al classicismo italiano. Si parte con la produzione vocale di Mauro Giuliani e il suo Confuso, smarrito, una pagina che mette subito in luce il controllo del fiato e l'espressività del soprano. A seguire, il pianoforte solo di Goodman ci porta nella Napoli del Settecento con la Sonata n. 55 di Domenico Cimarosa, un piccolo gioiello di freschezza e arguzia formale.
Il legame profondo con l'Ottocento teatrale e salottiero si accende con la trascinante Tarantella di Maria Malibran, diva leggendaria del melodramma qui in veste di compositrice, per poi virare verso il misticismo tardo-romantico della Danse lente di César Franck, un brano pianistico intimo, quasi meditativo, perfetto per omaggiare la terra belga che albergava nelle radici dello stesso Franck.
Il concerto entra poi in una dimensione più lirica e appassionata. La celebre Love me di Francesco Paolo Tosti evoca le atmosfere dei salotti londinesi di fine secolo, dove la melodia italiana si faceva internazionale. Subito dopo, il duo si sposta verso la penisola iberica: prima con il pianoforte ipnotico e rarefatto di Federico Mompou (Canción no. 6), e poi con la vocalità fiera e popolareggiante di Manuel De Falla in El paño moruno, una pagina intrisa di melos spagnolo e ritmi fiammeggianti.
Il Novecento europeo esplode nella sua eleganza con il capolavoro di Francis Poulenc, Les chemins de l'amour, un valzer cantato che unisce malinconia parigina e ironia.
Il focus sulla contemporaneità: Keith Goodman compositore
Uno dei momenti centrali e più attesi della serata è lo spazio dedicato alla produzione originale di Keith Goodman. Il pianista eseguirà i suoi 4 Preludes op. 111, pagine in cui la tradizione si fonde con la modernità in un linguaggio accessibile e colto al tempo stesso. A seguire, la voce di Paola Francesca Natale tornerà protagonista per "La donna coronata" op. 112 n. 4, un brano intenso su testo di M. Alegre, proposto nella traduzione di M.L. Cusati, che promette di essere uno dei vertici emotivi del concerto.
Il finale è un omaggio alle atmosfere fumose e affascinanti del Novecento transatlantico. Il Prelude n. 2 per pianoforte di George Gershwin regalerà quelle sfumature blues e jazzistiche tipiche della New York degli anni '20, mentre la chiusura sarà affidata al graffiante teatro musicale di Kurt Weill con Speak low e Le Roi d'Aquitaine, un brano che richiede agli interpreti una straordinaria dote attoriale e comunicativa.
Un programma così concepito, in un luogo intimo e votato all'arte come la Love Arts Gallery, trasforma il concerto in qualcosa di più di un evento mondano: diventa un'esperienza di condivisione, un viaggio in cui gli spettatori di Anversa saranno presi per mano da due straordinari artisti italiani.


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