di Milena Borsacchi)---Nel maggio del 1967, un visionario direttore d'orchestra, musicologo e saggista bolognese di nome Tito Gotti decise che la musica colta non poteva più restare prigioniera dei velluti rossi e dei palchi dorati del Teatro Comunale di Bologna. Nacquero così le Feste Musicali a Bologna, una rassegna estiva nata come scommessa sperimentale e trasformatasi, nei suoi 36 anni di vita (fino al 2003), in uno dei laboratori di avanguardia più importanti d'Europa. Gotti, formatosi alla leggendaria scuola viennese di Hans Swarowsky (lo stesso maestro di Claudio Abbado e Zubin Mehta), scelse di far "evadere" le note. Portò i concerti nei chiostri storici, nella Basilica di San Petronio, nelle fabbriche e persino nei padiglioni fieristici. Ma l'apice di questa rivoluzione urbana e concettuale arrivò alla fine degli anni Settanta, quando Gotti unì la sua geniale intuizione a quella di uno dei padri dell'avanguardia mondiale: John Cage. I due si erano incontrati a Parigi nel '77 ma la collaborazione non era iniziata, perchè all'epoca Cage aveva problemi di salute. Prese di nuovo vigore il progetto nel 1978. E così il 26, 27 e 28 giugno di quell stesso anno accade qualcosa di straordinario. In quei tre giorni, che rimarranno per sempre impressi nella storia della musica contemporanea, un treno speciale delle Ferrovie dello Stato lasciò la stazione di Bologna per percorrere le tratte regionali verso Porretta Terme, Ravenna e Rimini.
Non era un viaggio qualunque, ma un gigantesco happening sonoro intitolato ufficialmente: "Il treno di John Cage – Alla ricerca del silenzio perduto". In pratoca, si trattava di un convoglio di sette carrozze passeggeri (modello 𝘊𝘰𝘳𝘣𝘦𝘭𝘭𝘪𝘯𝘪 𝘐𝘐𝘐 𝘤𝘭𝘢𝘴𝘴𝘦) più una per la regia e un’altra per il gruppo elettrogeno del tipo postali, cperchè dovevano essere vuote per essere poi riempite di attrezzature.
Il progetto prevedeva tre escursioni sulle linee ferroviarie Bologna-Porretta, Bologna-Ravenna e Ravenna-Rimini. Il programma prevedeva le tappe di lunedì 26 giugno secondo la tratta Bologna - Porretta Terme - Bologna; martedì 27 giugno Bologna - Ravenna - Bologna; mercoledì 28 giugno Ravenna − Rimini − Ravenna.
Entrambi i visionari esplorarono le carrozze e i binari per registrare il suono dell'ambiente, dei passeggeri e del treno stesso, ridefinendo il concetto di "paesaggio sonoro".
Si racconta un aneddoto, legato ai diversi momenti preparatori, secondo cui Gotti e John Cage salivano a bordo dei treni durante l e insieme si chinavano in carrozza appoggiando l’orecchio al suolo per ascoltare i suoni generati dal treno. A testimoniare quanto lli accomunasse profondamente il desiderio di sperimentazione.
L'evento fu curato da Tito Gotti su variazioni di un suo tema d'ispirazione, e fu orchestrato da Cage con l'assistenza di figure mitiche come Juan Hidalgo, Walter Marchetti e la straordinaria voce di Demetrio Stratos.
L'idea poggiava sul celebre concetto del "pianoforte preparato" di Cage, modificato inserendo viti o gomma tra le corde per alterarne il timbro. In questo caso, lo strumento da "preparare" era l'intero convoglio ferroviario.
Nei mesi precedenti, Cage e i suoi collaboratori infatti avevano registrato 210 nastri magnetici ricchi di rumori d'ambiente, cigolii, sferragliamenti e voci catturate lungo le stazioni. Durante il viaggio, questi suoni venivano diffusi da altoparlanti dentro i vagoni, mescolandosi in tempo reale ai rumori effettivi della corsa.
All'interno delle carrozze si alternavano performer, coristi, musicisti e passeggeri comuni. Ognuno era invitato a produrre suoni, interagire, leggere o semplicemente ascoltare il paesaggio sonoro circostante.
Ad ogni fermata del treno, l'azione si spostava sui binari e nelle sale d'aspetto, coinvolgendo ferrovieri, pendolari ignari e migliaia di appassionati accorsi per l'evento.
[Stazione di Bologna] ──► [Porretta Terme / Ravenna / Rimini]
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(Partenza del Treno) (Performance sui Binari)
└──────► [Carrozze Sonorizzate] ──┘
(Suoni diffusi + Voci in diretta)
In particolare la presenza di Demetrio Stratos (1945–1979), un rappresentante tra i più autorevoli delle vette più radicali della ricerca fonetica del Novecento, si rivelò decisiva per l'evento del Treno di Cage. All'interno del festival ideato da Gotti, il frontman degli Area non agì da semplice esecutore, ma da co-progettista dell'happening sonoro. Il suo intervento fu una liberazione totale della voce umana dai vincoli del linguaggio verbale.
Durante le tre storiche escursioni ferroviarie tra Bologna, Porretta, Ravenna e Rimini, Stratos trasformò alcuni scompartimenti del treno in veri e propri laboratori acustici. Adottò ad esempio l'interazione con il mezzo. In buona sostanza, Stratos non cantava canzoni; utilizzava fonemi e micro-modulazioni per rispondere fisicamente ai suoni meccanici delle carrozze. La sua voce si intrecciava ai nastri preregistrati da Cage, emulando e sfidando lo sferragliamento, i fischi dei freni e lo stridio delle rotaie. Ed inoltre fece ricorso all'improvvisazione e rottura: Come spiegato dallo stesso Stratos, l'obiettivo non era organizzare il suono, ma "rompere" la voce per scoprirne le crepe interne. Sfruttando la totale assenza di uno spartito rigido imposto da Cage, Stratos generò flussi sonori puri, destrutturando la sintassi per far emergere l'essenza anatomica del corpo umano.
Dobbiamo ricordare che il contributo di Stratos fu possibile grazie a doti fisiologiche sbalorditive, che proprio in quegli anni venivano studiate scientificamente presso il Centro di Studio per le Ricerche di Fonetica del CNR di Padova. Sul treno, il pubblico poté ascoltare dal vivo fenomeni acustici allora ritenuti impossibili per un uomo occidentale. Come diplofonia, bitonalità e trifonia, la capacità di emettere contemporaneamente due o tre suoni distinti (accordi vocali), scindendo le frequenze della laringe. Oppure il canto armonico (Overtones) che erano tecniche ispirate ai canti dei pastori della Mongolia e del Tibet, con cui Stratos isolava gli armonici naturali della voce portandoli in primo piano. Ed ancora le frequenze limite, perchè Stratos riusciva a spingere l'emissione vocale fino a 8000 Hz, superando i confini biologici del canto lirico tradizionale.
Il treno di John Cage non fu dunque una semplice bizzarria artistica, ma una pietra miliare che frantumò i confini della composizione tradizionale. L'operazione rappresentò tre grandi pilastri culturali.
Prima di tutto la demolizione della barriera tra "rumore" e "musica". In linea con la filosofia di Cage, il treno dimostrò che qualsiasi suono del mondo circostante può essere musica, se ascoltato con la giusta attitudine. Il ritmo metallico delle rotaie e il fischio del capotreno avevano la stessa dignità di una sinfonia di Beethoven.
Poi stiamo parlando della nascita dell'opera d'arte partecipativa. Il pubblico infatti non era più uno spettatore passivo seduto in poltrona. Sul treno, il passeggero diventava co-autore della performance: parlare, camminare, ridere o restare in silenzio contribuiva a modificare il risultato sonoro complessivo.
Ed infine la città come spartito vivente. Insieme alle Feste Musicali, Gotti dimostrò che la cultura non doveva restare arroccata nei luoghi del potere. Portare l'avanguardia radicale sulle linee ferroviarie dei pendolari emiliani significò democratizzare l'arte, strapparla all'élite e gettarla nel flusso caotico della vita quotidiana.
L’esperimento delle Feste Musicali a Bologna, culminato in eventi storici come il viaggio sonoro di John Cage e Demetrio Stratos, dimostrano quindi come la visione di Tito Gotti abbia radicalmente ridefinito il concetto stesso di programmazione e fruizione musicale nel secondo Novecento.
Sotto la sua direzione, la musica è uscita dai confini d’élite dei teatri per farsi spazio pubblico, rito collettivo e cantiere di ricerca scientifico-antropologica. Gotti non si è limitato a diffondere la cultura, ma ha creato un modello metodologico in cui la riscoperta filologica della musica antica e le provocazioni dell'avanguardia contemporanea dialogavano su un unico piano di sperimentazione urbana. L'influenza del suo operato risiede proprio in questo superamento delle barriere di genere e di luogo. Un'eredità che ha dimostrato come l'evento musicale non debba essere un consumo passivo, ma un'esperienza immersiva capace di trasformare la città in uno strumento acustico e la voce umana in un territorio di pura esplorazione universale.
FONTI
Alla ricerca del silenzio perduto: il treno di John Cage: 3 escursioni per treno preparato: 26 giugno 1978 Bologna Porretta Bologna, 27 giugno 1978 Bologna Ravenna Bologna, 28 giugno 1978 Ravenna Rimini Ravenna, Baskerville, Bologna 2008. https://www.johncage.it/1978-treno-cage.html
LA MUSICA DEL SILENZIO La poetica di John Cage a cura di Pierfrancesco Pacoda
Reportage del 1978 di Corinto Marianelli sul treno di John Cage, "Alla ricerca del silenzio perduto".
Archivio Nazionale Cinema d'Impresa 1978, girato, muto."Il treno di John Cage"
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