“Il Sistema dei teatri condominiali all’italiana nell’Italia centrale fra il XVIII e il XIX secolo” è il 62° sito italiano iscritto nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO
Il Comitato del Patrimonio Mondiale, in corso a Busan (Repubblica di Corea), nella sua 48° sessione ha deciso ieri domenica 26 luglio, l’iscrizione del sito seriale “Il Sistema dei teatri condominiali all’italiana nell’Italia centrale fra il XVIII e il XIX secolo” nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO.
Il sito seriale si compone di 10 teatri dislocati in tre Regioni (nelle Marche, in Emilia Romagna e in Umbria) riconosciuti come rappresentazione eccezionale del fermento sperimentale che si sviluppò intorno all’architettura teatrale in Italia centrale nei secoli XVIII e XIX. In questo periodo si assisté infatti alla definizione del modello teatrale “all’italiana”, in questa zona declinata secondo la formula “condominiale”, ossia una forma di comproprietà tra enti pubblici e gruppi di privati. Il sito iscritto illustra il passaggio dei teatri da luoghi di intrattenimento, riservati esclusivamente ai vertici della società, a istituzioni pubbliche di cultura al servizio dell’intera comunità.
I teatri di cui si compone il sito sono: Teatro Angelo Mariani (Sant’Agata Feltria); Teatro Gentile da Fabriano (Fabriano); Teatro Giovanni Battista Pergolesi (Jesi); Teatro Ventidio Basso (Ascoli Piceno); Teatro Serpente Aureo (Offida); Teatro dell’Aquila (Fermo); Teatro Lauro Rossi (Macerata); Teatro Feronia (San Severino Marche); Teatro Bramante (Urbania); Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti (Spoleto).
Le loro caratteristiche architettoniche includono palchi a più livelli e auditorium progettati per una qualità acustica e una visibilità ottimali, platee, foyer e ridotti, oltre a macchinari scenici. Costruiti nel cuore di città di piccole e medie dimensioni, questi teatri – tutti ancora oggi in uso – sono diventati un luogo di incontro in cui potevano essere organizzati eventi e dove si formava l’opinione pubblica nel periodo di ascesa della classe borghese e di ampliamento dell’accesso alla cultura.
La candidatura è stata promossa dalla Regione Marche,con le partecipazione anche delle Regioni Umbria ed Emilia-Romagna coordinata dal Servizio Unesco del Ministero della Cultura, con il supporto del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e della Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’Unesco.
“Accogliamo con orgoglio e soddisfazione la decisione del Comitato del Patrimonio mondiale dell’UNESCO di iscrivere i teatri condominiali dell’Italia centrale nella Lista del Patrimonio mondiale”, ha dichiarato il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli.
A conferma del primato globale del nostro Paese nell’ambito del prestigioso riconoscimento UNESCO, “Il Sistema dei teatri condominiali all’italiana nell’Italia centrale fra il XVIII e il XIX secolo” è il 62° sito italiano del Patrimonio Mondiale dopo le “Tradizioni funerarie nella Preistoria della Sardegna: le domus de janas” iscritto nel 2025.
fonte unesco
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