Al Ridotto dell’Unione di Viterbo, fino all'11 settembre 2026, la mostra fotografica ''Luchino Visconti. Gli scatti a Spoleto'' di Francesco Carlo Crispolti
Il legame tra il celebre compositore Gian Carlo Menotti, la città di Viterbo e la nascita del Festival dei Due Mondi è una storia affascinante e poco nota di ciò che avrebbe potuto essere. Molti associano il Festival unicamente a Spoleto, ma la scelta della cittadina umbra arrivò solo dopo una serie di precise perlustrazioni e rifiuti che coinvolsero in prima linea proprio il capoluogo della Tuscia.
A metà degli anni Cinquanta, Gian Carlo Menotti, compositore ormai celeberrimo negli Stati Uniti e vincitore di due Premi Pulitzer, decise di dare vita a un grande festival internazionale che fungesse da ponte culturale tra l’Europa e l’America, i “Due Mondi”, appunto.
Menotti non cercava una metropoli come Roma, Firenze o Venezia, ma una cittadina di provincia a misura d’uomo, ricca di storia, di architetture suggestive e di spazi che potessero trasformarsi in veri e propri teatri all’aperto.
Viterbo fu una delle primissime città prese in considerazione da Menotti. Il Maestro rimase folgorato dalla bellezza medievale del quartiere San Pellegrino, dalla maestosità del Palazzo dei Papi e dalle piazze monumentali ricche di fontane. L’idea iniziale era quella di incastonare il Festival proprio in questa cornice unica nel Lazio. Tuttavia, il progetto a Viterbo sfumò per due motivi principali: la mancanza di infrastrutture teatrali adeguate e lo scetticismo politico e burocratico.
Molti fotografi che hanno documentato il Festival, fra cui Lionello Fabbri e Francesco Carlo Crispolti, se si considera la documentazione privata e archivistica, costituiscono oggi un patrimonio iconografico di straordinario valore, capace di dialogare idealmente con il territorio viterbese.
Da qui nasce la mostra, allestita nel Ridotto del Teatro dell’Unione e già esposta con successo a Spoleto presso Casa Menotti.
L’esposizione, dedicata a Luchino Visconti (Milano, 2 novembre 1906 – Roma, 17 marzo 1976), propone fino all'11 settembre 2026 alcuni scatti fotografici e materiale originale dell’epoca, realizzati durante le prove de La Traviata, da lui diretta al Festival dei Due Mondi nel 1963. Visconti aveva già inaugurato il Festival nel 1958 con il Macbeth verdiano.
Le immagini nascono in un’epoca in cui le macchine fotografiche erano interamente meccaniche e ogni scatto, con il suo rumore secco, interrompeva il silenzio delle prove come un piccolo tuono. In questo contesto, Francesco Carlo Crispolti riuscì a cogliere diversi momenti delle prove al Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti. Pochi giorni dopo, precisamente il 20 giugno, sarebbe andata in scena la prima.
I negativi di queste fotografie sono rimasti per oltre sessant’anni nei fogli portanegativi, senza mai essere stampati e quindi del tutto inediti. Al momento della loro digitalizzazione, effettuata con tecnologie contemporanee, il curatore Carlo Alvise Crispolti ha scelto consapevolmente di non intervenire sulle immagini: le stampe appaiono così come il negativo le ha conservate nel tempo. L’unico elemento tecnologicamente attuale è il supporto di stampa adottato.
Negli scatti, probabilmente realizzati dal basso durante le prove pomeridiane, compare il cast artistico composto da Franca Fabbri, Franco Bonisolli e Mario Basiola, insieme al direttore d’orchestra Carlo Felice Cillario, ai comprimari e alle comparse. Si tratta di fotografie prive di una ricerca formale dell’inquadratura: la pausa caffè di Visconti, le sue indicazioni agli interpreti, i gesti e le mani del direttore Cillario. Momenti suggestivi e autentici di un’epoca in cui i rullini contenevano soltanto 36 pose e ogni scatto doveva essere pensato con attenzione e misura. In mostra è inoltre possibile osservare, in formato ingrandito, il metodo con cui Francesco Carlo Crispolti archiviava il materiale fotografico.
“Queste fotografie mostrano Luchino Visconti al lavoro e, per un uomo di teatro, non esiste modo migliore di ricordarlo – ha sottolineato l'assessore e vice sindaco Alfonso Antoniozzi -. Sono particolarmente felice che Carlo Alvise Crispolti abbia voluto condividere con Viterbo gli straordinari scatti realizzati a Spoleto da suo padre, Francesco Carlo Crispolti, durante le prove della Traviata del 1963. È un gesto che restituisce al pubblico immagini che documentano un momento irripetibile e meraviglioso della storia culturale italiana e che ci offre una possibilità rara: vedere un grande artista mentre crea, ossia comprendere che il genio non si manifesta a caso: lavora”.
Teatro dell'Unione
Piazza Giuseppe Verdi
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