Il grande ritorno di Daniele Rustioni alla Scala tra sinfonismo romantico e il debutto nel Faust di Gounod



Il sodalizio artistico tra il Teatro alla Scala e Daniele Rustioni si rinnova.  
Dal 22 al 25 settembre 2026, il direttore milanese tornerà sul podio dell’Orchestra e del Coro del prestigioso teatro per tre concerti della Stagione Sinfonica.

Questo atteso ritorno segna una tappa fondamentale nella carriera del maestro, legando la grande tradizione sinfonica tedesca al suo imminente debutto operistico autunnale. Rustioni, proprio alla Scala,  ha mosso i suoi primissimi passi musicali nel coro delle voci bianche. Oggi, il direttore milanese vi fa ritorno forte di una carriera internazionale sfolgorante, che lo ha consacrato come una delle bacchette più autorevoli e richieste della sua generazione. Già premiato come "Best Conductor" agli International Opera Awards e forte del prestigioso incarico di Direttore Ospite Principale al Metropolitan Opera House di New York, Rustioni ha consolidato negli anni la sua doppia anima, lirica e sinfonica, guidando istituzioni globali come l'Opéra National de Lyon e la Tokyo Metropolitan Symphony Orchestra. 

Il programma sinfonico verte su Brahms e SchumannPer i tre appuntamenti di settembre, Rustioni ha scelto infatti  un programma monumentale che esplora il cuore del Romanticismo tedesco con Johannes Brahms e il Canto del destino (Schicksalslied) op. 54 per coro e orchestra e Akademische Fest-Ouvertüre op. 80, due pagine corali di straordinaria intensità emotiva mentre e di Robert Schumann è  la celebre Sinfonia n. 2 in do maggiore op. 61, un capolavoro di contrasti, tormento e trionfo espressivo.  

Rustioni, con il suo approccio energico, porrà grande attenzione alla narrazione drammatica. In questo programma orchestrale e corale, la sua sfida principale sarà bilanciare la densità polifonica di Brahms con la trasparenza e la fragilità emotiva della partitura di Schumann.

L'accostamento tra il Canto del destino di Brahms e la Seconda Sinfonia di Schumann crea un potente arco musicale ed emotivo fondato sul superamento del dolore e sull'indagine dell'animo romantico di fronte alla fragilità umana. Mentre Brahms mette in musica il contrasto insanabile tra la perfezione imperturbabile degli dèi e la traiettoria tormentata dell'umanità, offrendo una consolazione puramente spirituale nel finale orchestrale, Schumann traduce in suoni la sua personale e drammatica lotta contro la malattia mentale, trasformando la partitura in un vero e proprio percorso terapeutico. 
Entrambi i lavori affrontano il tema della sofferenza esistenziale, ma lo risolvono in modo complementare: se l'opera di Brahms si rifugia in una pacificazione contemplativa e filosofica, la sinfonia di Schumann reagisce con un titanismo eroico che culmina in un trionfo liberatorio della volontà umana. Ad incorniciare questa profonda riflessione interiore interviene l'Ouverture Accademica, che con la sua esuberanza iniziale funge da contrappeso terreno e vitale, radicando l'intero programma nel cuore pulsante delle grandi passioni e degli ideali del Romanticismo tedesco.

Per chi non riuscirà a essere presente in sala, il Teatro alla Scala offre un'opportunità speciale. Il concerto di venerdì 25 settembre sarà trasmesso in diretta streaming gratuita sulla piattaforma LaScalaTv.  Un modo per aprire le porte del teatro a un pubblico globale e celebrare questo importante legame artistico.

I concerti sinfonici di settembre faranno da preludio a un altro momento cruciale della stagione. A partire dal 20 ottobre 2026, Rustioni sarà nuovamente sul podio della Scala per dirigere la nuova produzione del Faust di Charles Gounod firmata da Johannes Erath, in una coproduzione con il Palau de les Arts Reina Sofía di Valencia, la Staatsoper Unter den Linden di Berlino e il Teatro Real di Madrid.

Si preannuncia un autunno straordinario per il direttore milanese, capace di muoversi con naturalezza tra la complessità delle architetture sinfoniche e la magia del teatro d'opera.

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