Il noir che unisce l'Italia, dalle nebbie emiliane alla terra del mito : Margherita Gobbi e Coalberto Testa portano le ombre dell'anima alla Biblioteca Alagi di San Giorgio a Cremano e il Parco Urbano di Monteruscello a Pozzuoli
di Milena Borsacchi)---''Portiamo i libri dove c'è voglia di leggere, rompendo gli schemi tradizionali per incontrare i lettori faccia a faccia''.
Nelle parole di Margherita Gobbi e Coalberto Testa non puoi che avvertire tutto il senso di una promessa quasi militante. E' una sorta di manifesto programmatico che trasforma il tour letterario in un contraddittorio impegnativo, che non risparmia emozioni, ma che spinge ad un dialogo aperto e che rifiuta la distanza delle formalità istituzionali per cercare il senso profondo della parola scritta lì dove emerge la vita.
Nelle parole di Margherita Gobbi e Coalberto Testa non puoi che avvertire tutto il senso di una promessa quasi militante. E' una sorta di manifesto programmatico che trasforma il tour letterario in un contraddittorio impegnativo, che non risparmia emozioni, ma che spinge ad un dialogo aperto e che rifiuta la distanza delle formalità istituzionali per cercare il senso profondo della parola scritta lì dove emerge la vita.
Bolognesi d'origine ma cosmopoliti per vocazione narrativa, i due autori si preparano ad abbracciare la Campania con un doppio appuntamento. La scelta dei luoghi non è casuale, ma rispecchia fedelmente l'anima dei loro testi. Incontreranno il pubblico in spazi vivi, capaci di farsi teatro di rigenerazione, incontro e riflessione sociale.
Venerdì 25 settembre, alle ore 18:00, sarà così la volta della Biblioteca Comunale Sac. Giovanni Alagi a San Giorgio a Cremano.
Custodita all'interno della monumentale Villa Bruno, una delle più celebri dimore settecentesche del Miglio d'Oro, la biblioteca è un autentico esempio di eccellenza e gestione virtuosa sul territorio campano. Con le sue sale immerse nella storia, i soffitti che sanno di carta e di memoria, con gli spazi innovativi nati per accogliere i giovani, la biblioteca Alagi rappresenta il luogo ideale per riflettere sulle fragilità del nostro tempo. Qui, il contrasto tra l'eleganza barocca della struttura e le atmosfere tese del noir contemporaneo possono amplificare qualsiasi riflessione sul sentire del nostro oggi.
Sabato 26 settembre, alle ore 11:00, l'incontro si sposterà invece all'aperto, trasferendo il dibattito culturale direttamente sul campo, nel Parco Urbano di Monteruscello a Pozzuoli. Ci troviamo nei Campi Flegrei, un territorio in cui la terra vive tra miti millenari e sfide sociali quotidiane.
Il Parco Urbano è il simbolo manifesto del progetto europeo MAC (Monteruscello Agro City), un'ambiziosa iniziativa di rigenerazione urbana volta a trasformare aree un tempo marginali in terreni agricoli produttivi, vigneti urbani e spazi di inclusione sociale contro la povertà.
Presentare qui "Le Isole Sommerse" e "Il patto Maledetto" assume un significato simbolico potentissimo. Vuole dire cercare spazio per la letteratura in mezzo alla comunità, all'ombra di un'architettura che vuole seminare bellezza e riscatto economico in un quartiere laborioso. Il verde del parco e la brezza flegrea sono lo sfondo perfetto per le trame dei due scrittori, assecondando alla perfezione l'idea di rompere gli schemi tradizionali.
Al centro del dibattito ci saranno quindi i loro ultimi lavori, due romanzi potenti che dialogano a distanza. Con Le Isole Sommerse (ed. Il Libraccio), Margherita Gobbi porta il lettore dentro una Bologna tesa e incalzante. La protagonista, la preside Virginia Guerra, si trova a collaborare con l'ispettore Comellini per squarciare il velo su una tremenda rete di pedopornografia e prostituzione minorile che minaccia i suoi studenti e sua figlia Ginevra.
Una storia di petti feriti, tatuaggi allusivi e drammatica attualità, in cui la scuola diventa l'ultimo avamposto per salvare i ragazzi dal "nero" che rischia di sommergerli.
Risponde a questa indagine sociologica la precisione psicologica de Il patto Maledetto (ed. Giraldi) di Coalberto Testa. Qui il giallo si fa intimo e labirintico, seguendo le parabole di tre ex compagni di classe: Mauro, prigioniero del passato; Lucio, anima inquieta senza prospettive; e Tania, machiavellica burattinaia dalla doppia personalità.
Testa indaga il peso inesorabile delle decisioni nel tempo, muovendosi sul confine sottile che separa il sogno dalla realtà, la vittima dal colpevole.
Il loro arrivo in Campania appare dunque non come una semplice presentazione, ma un viaggio transgenerazionale che mette insieme le diverse voci dell'Italia.
Se la Bologna dei contrasti sociali fa da sfondo alle indagini di Margherita Gobbi, il noir di Coalberto Testa si muove su un triangolo geografico e psicologico che unisce Lecce, Bologna e Venezia.
Due percorsi speculari che intercettano il genere giallo e il noir non come puro intrattenimento, ma come lenti d'ingrandimento per analizzare i costumi, le fragilità e la metà oscura dell'animo umano.
Accompagnare Gobbi e Testa, allora, in questo doppio appuntamento significa smettere di essere semplici spettatori per diventare testimoni. Parlando di isolamento, di manipolazione psicologica e dell'universo fragile dei giovani, sarà l'occasione migliore per ricordare il potere terapeutico della lettura, soprattutto in questi luoghi che hanno fatto del riscatto e della cittadinanza attiva la loro missione.

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