Dalla vocalità barocca alle sperimentazioni elettroniche contemporanee, il Modena Belcanto Festival torna con una terza edizione dedicata alle molteplici trasformazioni della voce italiana.
Dal 16 settembre al 12 novembre, la rassegna propone appuntamenti tra Modena, Sassuolo e Carpi, ospitati in alcuni dei più suggestivi teatri e luoghi d’arte del territorio.
“Metamorfosi del Belcanto. La voce italiana dalle origini barocche alla contemporaneità” è il filo conduttore dell’edizione 2026: non soltanto un tema, ma una vera dichiarazione d’intenti per raccontare un patrimonio musicale capace di reinventarsi nel corso dei secoli.
Il percorso attraversa epoche, repertori e linguaggi: dai virtuosismi del barocco alla grande tradizione teatrale di Giuseppe Verdi, del quale nel 2026 ricorrono i 125 anni dalla morte, fino alle avanguardie del Novecento e alle nuove frontiere della musica elettronica.
Al centro della manifestazione c’è dunque una concezione ampia del belcanto, inteso non come un genere confinato a un preciso periodo storico, ma come una continua ricerca sul suono, sull’estetica della voce e sulle possibilità espressive del canto.
A Modena a ospitare il Festival saranno il Teatro Pavarotti-Freni, la Galleria Estense, le Chiese di San Carlo e di Sant’Agostino, la Sala Truffaut.
Ad inaugurare l'edizione, mercoledì 16 Settembre alle 20:3 sul palcoscenico del Teatro Comunale Pavarotti-Freni, ''Il cambiamento era incessante'', un concerto lirico dedicato alla musica barocca di Georg Friedrich Händel, che prende vita attraverso le figure di Armida, Cleopatra, Alcina, Medea e Rodelinda. Enrico Pagano dirige l'Orchestra Canova. Le protagoniste sono realizzate da due interpreti eccellenti del repertorio barocco: il soprano Carmela Remigio e il controtenore Raffaele Pe.
Il percorso musicale attraversa l’opera händeliana, soffermandosi su alcune delle sue pagine più inventive e contrastanti, tra dramma, virtuosismo e lirismo, rilette attraverso una scenografia ideata dall’artista e illustratore Riccardo De Biasi.
Il titolo riprende la celebre frase “Change was incessant, and change perhaps would never cease” dal romanzo Orlando (1928) di Virginia Woolf. In quest’opera, l’autrice mette in luce la natura fluida dell’identità del protagonista, che attraversa i secoli, cambia genere e vive molteplici esistenze in una sola, riflettendo il mutamento costante della società e del tempo. Per Woolf il cambiamento non è solo inevitabile, ma anche auspicabile: una visione che anticipa molte delle sfide contemporanee e offre una prospettiva critica per interpretare e rileggere la storia.
Insignita del prestigioso Premio Abbiati dall’Associazione Critici Musicali italiani, Carmela Remigio si è perfezionata con Leone Magiera e nel 1992 ha vinto la “Luciano Pavarotti International Voice Competition” di Philadelphia. Erede della migliore tradizione vocale italiana, dal 1997 ha cantato con Luciano Pavarotti in oltre settanta concerti in tutto il mondo, dalla Royal Albert Hall di Londra, alla Carnegie Hall di New York. È regolare ospite dei maggiori Teatri.
Insignito del Premio Abbiati per il miglior disco con la registrazione di Giulio Cesare, considerato oggi uno dei più raffinati interpreti di Händel, Raffaele Pe ha interpretato ruoli iconici dalla maggior parte delle sue opere nei maggiori teatri, inclusi il Maggio Musicale Fiorentino, il Teatro La Fenice di Venezia, il Theater an der Wien diVienna, il Teatro Real di Madrid, l’Opéra National du Rhin e il Teatro Colón di Buenos Aires.
Il programma del Festival qui

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