E' il mezzo-soprano Lea Shaw la vincitrice dell'IVC 2026 - International Vocal Competition ‘s-Hertogenbosch

 


di Milena Borsacchi)---E' il mezzo-soprano Lea Shaw la vincitrice dell'IVC 2026 - International Vocal Competition ‘s-Hertogenbosch per Opera e Oratorio. Il tenore Jack Lee ha ricevuto il secondo premio, mentre il basso-baritono Evan Gray si è aggiudicato il terzo.

La giovane artista, nata in Colorado ma residente a Glasgow in Scozia,  è una stella nascente nel mondo dell'opera. Si è esibita con la Scottish Opera e l'English National Opera e ha collaborato con musicisti di fama. Ha inoltre vinto premi al concorso New Voices del Northern Aldborough Festival.

Shaw ha entusiasmato la giuria principale, la giuria della stampa e il pubblico grazie alla sua straordinaria presenza scenica e alla sua capacità comunicativa nell'interpretazione di arie di G.F. Händel e Gioacchino Rossini. La splendida orchestra Philzuid, diretta da Karen Kemensek, ha accompagnato i finalisti nella Casinozaal del Theater aan de Parade (su Operavision è possibile rivedere la serata).

Oltre al Grand Prix 's-Hertogenbosch, Lea si è aggiudicata anche il Premio del Pubblico (ANED Fund), il Premio della Giuria della Stampa e il Premio Van Amelsvoort per la migliore interpretazione del brano d'obbligo Feathers, composto da Anne-Maartje Lemereis.

Il Grand Prix della città di 's-Hertogenbosch viene conferito al cantante che dimostra doti eccezionali di musicalità, tecnica, presenza scenica e scelta del repertorio. Il premio è reso possibile dalla Fondazione Truus und Gerrit van Riemsdijk.

Ricordiamo che l'International Vocal Competition (IVC) è un concorso di canto classico che dal 1954 richiama a ‘s-Hertogenbosch, nei Paesi Bassi, cantanti provenienti da tutto il mondo. Nato come piccola competizione riservata ad artisti del Benelux, l'IVC è cresciuto fino a diventare un evento di fama internazionale, capace di attrarre partecipanti, direttori artistici e sostenitori da ogni parte del globo. L'IVC rappresenta il concorso di canto internazionale dei Paesi Bassi che garantisce regolarmente musica vocale classica di livello mondiale.

Nel corso degli anni, l'IVC si è rivelato un trampolino di lancio per molte celebrità che hanno mosso i primi passi della loro carriera proprio in questa competizione, tra cui Elly Ameling, Robert Holl, Thomas Hampson, Nelly Miricioiu, Ileana Cotrubas, Viorica Cortez, Marco Bakker, Jard van Nes, Linda Finnie, Sophie Koch, Sarah Connolly, Lenneke Ruiten, Ilse Eerens, Claron McFadden, Nadine Koutcher, Catriona Morison e Pretty Yende. L'IVC figura tra i più prestigiosi concorsi internazionali di canto classico e, negli ultimi 70 anni, è diventato un importante biglietto da visita culturale per i Paesi Bassi. Dal settembre 2023, l'IVC è diretto dal controtenore britannico Andrew Watts. L'IVC si pone l'obiettivo di arricchire l'arte del canto classico e di preservarla per le generazioni future.  Durante il concorso, sono stati eseguiti brani che hanno spaziato dal Barocco al XXI secolo. Ogni cantante si è esibito due volte nel corso dei quattro giorni, cantando in almeno tre lingue e spaziando tra due o più periodi stilistici. 

Le fasi principali del 59° Concorso Internazionale di Canto si sono svolte da venerdì 2 ottobre a lunedì 5 ottobre 2026 presso la Pleinzaal del Theater aan de Parade.  Trentasei cantanti si sono ritrovati a 's-Hertogenbosch per esibirsi davanti a una giuria internazionale presieduta dal direttore d'opera Sir David Pountney, insieme a Paul McNamara, Susanne Schmidt, Susan Bullock, Dieter Kaegi, Tobias Hasan,  Damià Carbonell Nicolau, Natascha Ursuliak e Peter Rose. 

Da queste fasi sono stati selezionati otto artisti per la Gran Finale che si è svolta il 10 ottobre. I finalisti sono stati:

Chao Liu - baritone (China)
Lea Shaw - mezzo-soprano (USA); 
Evan Gray - bass-baritone (Switzerland);
Thomas McGowan - baritone (United Kingdom);
Jack Lee - tenor (United Kingdom);
Aaron-Casey Gould - tenor (USA);
Yuriy Hadzetskyy - baritone (Ukraine); 
Viktoriia Shamanska - soprano (Ukraine).

I premi assegnati sono stati:

1° Premio - Grand Prix 's-Hertogenbosch (€ 15.000)
Lea Shaw - mezzosoprano (USA, 1996)

2° Premio - Toonkunstprijs (€ 7.500)
Jack Lee - tenore (Regno Unito, 1997)

Terzo premio - Premio del Fondo Staetshuys (€ 4.000)
Evan Gray - basso-baritono (Svizzera, 1998)

Premio Giovani Talenti (€ 3.500)
Victoriia Shamanska - soprano (Ucraina, 2002)

Premio Marianne Blok (€ 3.500)
Victoriia Shamanska - soprano (Ucraina, 2002)

Premio Operetta della Fondazione Bierens per le Arti (€ 3.500)
Jack Lee - tenore (Regno Unito, 1997)

Premio Van Amelsvoort (€ 2.500)
Lea Shaw - mezzosoprano (USA, 1996)

Premio del pubblico del Fondo ANED (€ 1.500)
Lea Shaw - mezzosoprano (USA, 1996)

Premio Amici della VCI (€ 1.500)
Maria Knihnytska - soprano (Ucraina, 1995)

Premio della giuria della stampa (€ 1.500)
Lea Shaw - mezzosoprano (USA, 1996)

Premio della giuria junior (€ 1.000)
Chao Liu - baritono (Cina, 1996)

Premi per l'impegno:
Het Concertgebouw, pranzo-concerto al Kleine Zaal, 14 ottobre 2026
Lea Shaw - mezzosoprano (USA, 1996)

Premio corale Händel 2026
Irene Hoogveld , soprano (Paesi Bassi, 1992)

Premio Andrew Wise per il talento 2026
Milan de Korte , tenore (Paesi Bassi, 1997)

Il trionfo quasi unanime di Lea Shaw, capace di fare filotto portando a casa sia il favore dei tecnici che l'affetto della platea, ci ricorda quanto l'opera lirica sia, prima di tutto, un'arte di comunicazione e contatto umano. In un'epoca dominata dal digitale, la sfida epica di questi giovani artisti, capaci di dominare il palcoscenico cantando in tre lingue diverse e saltando attraverso i secoli, dal rigore barocco alle complessità del ventunesimo secolo, restituisce freschezza a un repertorio immortale.

Mentre cala il sipario sul Theater aan de Parade, resta la certezza che i nomi ascoltati in questa finale olandese torneranno presto a illuminare i cartelloni dei più grandi teatri d’Europa e del mondo. L'IVC si conferma così non solo come un custode della memoria musicale, ma come una vera e propria bussola capace di indicare dove sta andando il futuro dell'opera. E il futuro, a giudicare da questi quattro giorni di musica straordinaria, è in ottime mani. 

 




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