I solisti di Zagabria e il violoncellista Giovanni Gnocchi inaugurano la 116ma stagione dei concerti della Società Amici della Musica di Verona
di Milena Borsacchi)---Un ponte perfetto tra la grande storia concertistica e le nuove generazioni di ascoltatori. È questa la filosofia con cui la Società Amici della Musica di Verona inaugura domani, 20 ottobre 2026, la sua 116ª stagione concertistica nella splendida Sala Maffeiana, pronta ad accogliere il pubblico a partire dalle ore 20.30 per un concerto che unisce il prestigio internazionale all'eccellenza italiana.
A dare il via al cartellone sarà un sodalizio artistico di altissimo profilo: lo storico ensemble dei Solisti di Zagabria dividerà il palcoscenico con il celebre violoncellista Giovanni Gnocchi.
Dopo il debutto in un concerto assieme a Yo-Yo Ma, Gnocchi é stato solista sotto la direzione di Gustavo Dudamel, Umberto Benedetti Michelangeli, Christopher Hogwood, Alexander Lonquich, Alexander Shelley, Carlo Rizzi, dall’Arts Festival di Hong Kong alla Wiener Konzerthaus, Beethoven-Fest di Bonn, Liederhalle di Stuttgart, Mozart-Woche di Salzburg, con la Zagreb Philharmonic Orchestra, Orchestra da Camera di Mantova, Camerata Salzburg, Filarmonica Toscanini di Parma, Orchestra Giovanile Italiana, Orquesta Filarmónica de Jalisco, North Czech Philharmonic. Appassionato camerista, si è esibito con Martha Argerich e Mischa Maisky, Leonidas Kavakos, Mario Brunello, i membri del Quartetto Hagen, Ilya Gringolts, Alena Baeva, Olli Mustonen, al Lucerne Festival, Ark-Nova Concert Hall in Giappone, Casals Festival di Prades, Festival Radio-France di Montepellier, Delft Music Festival in Olanda, Järna Music Festival in Svezia, Ilumina Festival in Brasile, KotorArt Festival in Montenegro, alla Esplanade di Singapore. Dal 2013 ricopre il ruolo di Univ. Professor presso l’Universität Mozarteum di Salisburgo.
Fondati nel 1953, I Solisti di Zagabria portano con sé oltre settant'anni di successi globali legati a doppio filo all'Italia; fu proprio il leggendario violoncellista Antonio Janigro a guidarli fino al 1968, consolidandone la fama e l'identità. Il gruppo si distingue da sempre per una democrazia musicale virtuosa: si esibisce infatti senza direttore, affidando la guida al proprio Konzertmeister (primo violino).
Il programma della serata inaugurale spazierà tra epoche e sensibilità diverse, mettendo in luce la versatilità dei musicisti con musiche di Ivo Malec Exercice de style; Mieczysław Weinberg Concertino per violoncello e archi in Do minore Op. 43 bis; Gioachino Rossini Une larme, tema con variazioni per violoncello e archi; Franz Schubert Quartetto per archi No. 14 in Re minore D 810 “La morte e la fanciulla” (nella celebre versione per orchestra d’archi arrangiata da Gustav Mahler).
Come evidenziato dal direttore artistico Romildo Grion, questa edizione non è semplicemente una rassegna di concerti, ma si inserisce in un progetto culturale più ampio e ambizioso: “avvicinare la musica colta ai giovani e avvicinare i giovani alla musica colta”. L'obiettivo è far dialogare la naturale funzione "museale" e storica della Società con la necessità vitale di evolversi ed aprirsi a un nuovo pubblico. Affiancare costantemente quindi interpreti di consolidata fama a talenti emergenti di qualità straordinaria.
Il viaggio musicale dei prossimi mesi vedrà sfilare sul palco di Verona alcune delle realtà più interessanti del panorama internazionale come il Trio Bohémo, la formazione vincitrice della V edizione del Premio Amici della Musica di Verona; Ifan Wu, il portentoso e giovanissimo pianista, reduce dal trionfo al 65° Concorso Pianistico Internazionale Ferruccio Busoni.
Sarà la volta poi de L’Appassionata, l'ensemble guidato da Tommaso Benciolini e Lorenzo Gugole, protagonista di un trittico di appuntamenti che includerà la performance del pianista ungherese János Balázs e una serata speciale dedicata al ricordo del compositore Giorgio Cambissa.
Massimiliano Ferrati e i Fiati di Venezia propongono una collaborazione che si estenderà fino all'edizione Mozart a Verona 2027, con l'esecuzione dei raffinati quintetti di Mozart e Beethoven. Spazio inoltre alle nuove promesse e ai talenti d'orchestra con il ventenne violinista italo-tedesco Andrea Cicalese (accompagnato da Massimo Spada), e la formazione inedita composta da Pier Filippo Barbano (Primo Flauto dell’Orchestra della Fondazione Arena), Francesca Rodomonti (Primo Oboe del Teatro Regio di Torino) e l’arpista-compositore Valerio Lisci. Ed anche il Quartetto OPUS 13, la pluripremiata formazione norvegese, già vincitrice del Borletti-Buitoni Award e dei prestigiosi concorsi per quartetti d'archi di Bordeaux e della Wigmore Hall.
Il sipario sulla stagione calerà con un monologo pianistico di grande fascino: il pianista Olaf John Laneri dedicherà un intero concerto al genio romantico di Chopin, coronando il percorso sulle note in Mi bemolle della celeberrima Grande Polonaise Brillante op. 22.
La vera sfida della Società Amici della Musica di Verona si gioca comunque sul lungo periodo e va ben oltre la pura eccellenza dei nomi in cartellone. In un momento storico in cui i teatri di tutta Europa affrontano la crisi dell'invecchiamento del pubblico e la progressiva contrazione delle risorse stabili, ripensare la programmazione non è più una scelta estetica, ma una necessità per assicurare alla musica colta un pubblico sempre più ampio e in grado di apprezzarne la Bellezza senza tempo.
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