"La vita nuda": Pirandello diventa opera lirica, la prima assoluta al Teatro Nazionale di Roma


di Milena Borsacchi)---Luigi Pirandello, il grande drammaturgo agrigentino, coltivò per tutta la vita un rapporto viscerale e tormentato con i suoni, definendo la musica colta, nei suoi scritti critici, come ''l'espressione più pura dell'invisibile, capace di squarciare la forma e rivelare il flusso continuo della vita''. Ed è proprio questo flusso invisibile che oggi, 20 ottobre 2026, trova una forma straordinaria e inedita.  Stasera debutta infatti in prima assoluta sul palcoscenico del Teatro Nazionale l'opera lirica "La vita nuda", una nuova e attesissima commissione del Teatro dell'Opera di Roma con le musiche del compositore Matteo D'Amico e il libretto firmato da Sandro Cappelletto. (Repliche 22, 23, 24, 25 ottobre). 

L'evento non è un semplice debutto, ma il fulcro delle celebrazioni per i 90 anni dalla scomparsa di Luigi Pirandello (1936-2026). Il contenuto dell'opera fonde in un unico, denso atto musicale due tra le sue più celebri novelle: L'uomo dal fiore in bocca e La patente.

La messinscena, affidata alla regia di Cecilia Ligorio e alla bacchetta di Alessandro Cadario alla guida dell'Orchestra dell'Opera di Roma, traspone i personaggi pirandelliani in un non-luogo archetipico dei nostri tempi: una stazione ferroviaria bloccata da un blackout. Sotto la minaccia di un treno che non parte, le maschere sociali cadono. Il tragico e il grottesco, incarnati dal morituro che scruta la vita nei dettagli e dalla dissacrante sventura di Chiàrchiaro, si fondono nella musica, rivelando la vulnerabilità dell'anima, quella vita nuda che dà il titolo all'opera. Le scene sono di  Gregorio Zurla. I costumi di Vera Pierantoni Giua, mentre le luci Fabio Barettin.

Il cast vede protagonisti interpreti di spicco della scena lirica italiana e internazionale, chiamati a sdoppiarsi in ruoli che mescolano dramma e grottesco:

Annunziata Vestri (La barista / moglie dell’Uomo dal fiore in bocca),  Maria Grazia Schiavo (Rosinella, la figlia di Chiàrchiaro / Giovane innamorata),  Omar Montanari (L’uomo dal fiore in bocca),  Blagoj Nacoski (Avventore / Giudice 1),  Marcello Nardis (Giudice 2 / Giovane innamorato),  Roberto Abbondanza (Giudice 3), Federico Longhi (Giudice D’Andrea) e  Andrea Concettisto (Rosario Chiàrchiaro).

Questo anniversario, comunque,  non poteva che celebrarsi nella Capitale. Roma è stata per Pirandello la città dell'elezione e della consacrazione, il luogo in cui visse a lungo, dove ottenne il Premio Nobel nel 1934 e dove si spense nel dicembre del 1936. Nelle strade romane, lo scrittore ha catturato la solitudine e le nevrosi della modernità borghese, traducendole in capolavori immortali.

Il profondo legame tra Pirandello e la città si esprime oggi in una virtuosa sinergia istituzionale che unisce la lirica e la prosa. Il Teatro dell'Opera di Roma (che produce lo spettacolo e ne cura la parte musicale) e il Teatro di Roma condividono la custodia di questa immensa eredità artistica.

La celebrazione si configura quindi come un vero e proprio legame  emotivo nella Capitale. Il percorso è iniziato pochi giorni fa con lo storico evento della riapertura del restaurato Teatro Valle, il palcoscenico in cui nel 1921 debuttò, tra i fischi e i capolavori, Sei personaggi in cerca d'autore. Mentre oggi è la volta del Teatro Nazionale con la prima assoluta di stasera, dimostrando come i teatri romani non siano musei polverosi, ma laboratori vivi in cui la parola d'autore può ancora farsi suono, canto e contemporaneità.

Con "La vita nuda" si rende così omaggio a un gigante del Novecento, riscoprendo nello stesso tempo come il teatro sia da sempre lo specchio, tragico e ironico, delle nostre stesse esistenze.

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