Claire Delbos, il destino spezzato di una musicista tra Olivier Messiaen e Yvonne Loriod

Claire Delbos

di Milena Borsacchi)---Nel giorno dell’anniversario della sua nascita, il 2 novembre 1906, ricordiamo Claire Delbos, violinista e compositrice francese, una figura femminile rimasta troppo spesso nell’ombra di uno dei più grandi compositori del Novecento. La sua è una storia nella quale talento, amore, malattia e rinuncia si intrecciano tragicamente, lasciando aperta una domanda: quale posto avrebbe potuto occupare nella storia della musica se la sua vita non fosse stata travolta da un destino così doloroso?

La storia della musica è innanzitutto la storia delle vite dei tanti artisti che, nel corso dei secoli, hanno saputo regalarci la loro arte e le loro emozioni. Ma non basta fermarsi alle opere, agli applausi e al successo di cui ciascuno ha lasciato memoria. Per comprendere davvero il significato della loro creatività occorre, talvolta, attraversare anche le pieghe più intime della loro esistenza, confrontarsi con le sofferenze, le fragilità e le ferite che hanno accompagnato il loro cammino. Perché dietro una partitura può nascondersi una vicenda umana che merita di essere raccontata tanto quanto la musica stessa.

È ciò che accade avvicinandosi alla figura di Louise-Justine Delbos, conosciuta come Claire Delbos. La sua vicenda personale è una delle storie più malinconiche della musica francese del Novecento: una donna dotata di sensibilità musicale, violinista e compositrice, che vide progressivamente interrompersi il proprio percorso artistico a causa di una grave malattia. Ma il suo dramma non rimase confinato alla sua sola esistenza. Finì per intrecciarsi profondamente con quello di Olivier Messiaen, suo marito, e con la storia di Yvonne Loriod, la pianista che sarebbe diventata la seconda moglie del compositore, la sua interprete privilegiata e la compagna di una vita.

Raccontare Claire significa dunque ricostruire una vicenda a tre voci, nella quale ci sono vent'anni di sofferenza, una lunga attesa, un legame affettivo e artistico che cresce in circostanze difficili e una donna che, mentre la sua salute si deteriora, perde progressivamente la possibilità di partecipare alla vita del musicista che le era stato accanto. Una storia che invita a guardare oltre la grandezza di Messiaen, per restituire dignità e memoria anche a chi, per troppo tempo, è rimasto ai margini del racconto.

Louise-Justine Delbos nacque a Parigi il 2 novembre 1906. Figlia di Victor Delbos, professore alla Sorbona, crebbe in un ambiente culturalmente stimolante, nel quale la formazione intellettuale e artistica aveva un ruolo importante. La musica divenne presto parte essenziale della sua vita. Studiò alla Schola Cantorum e successivamente al Conservatorio di Parigi, dedicandosi al violino e alla composizione.

Non era soltanto una musicista che accompagnava il percorso di un futuro grande compositore. Claire aveva una propria identità artistica, una formazione solida e interessi compositivi che meritano di essere considerati autonomamente. Era attiva negli ambienti musicali parigini e partecipava alla vita della società musicale La Spirale, frequentata da compositori e interpreti interessati alle nuove espressioni musicali.

Claire Delbos e Olivier Messiaen

Nel 1932 sposò Olivier Messiaen, conosciuto negli ambienti del Conservatorio e della musica contemporanea. Per il compositore fu un legame importante, affettivo e intellettuale. La chiamava affettuosamente Mi, soprannome che sarebbe entrato anche nella sua produzione musicale.

Il ciclo vocale Poèmes pour Mi, composto nel 1936, testimonia proprio questo rapporto. Si tratta di una delle opere nelle quali Messiaen traduce in musica l'esperienza dell'amore coniugale, attraverso una scrittura intensa, spirituale e ricca di immagini poetiche. Claire fu dunque non soltanto la sua prima moglie, ma anche una presenza centrale nella stagione creativa che precedette la guerra.

Nel 1937 nacque il loro unico figlio, Pascal. Sembrava delinearsi una vita nella quale famiglia, musica e attività artistica avrebbero potuto procedere insieme. Ma la storia europea stava per cambiare radicalmente.

Lo scoppio della Seconda guerra mondiale sconvolse anche la loro esistenza. Messiaen venne mobilitato e nel 1940 fu fatto prigioniero dai tedeschi. Durante la prigionia, nel campo di Görlitz, compose il celebre Quatuor pour la fin du Temps, una delle opere più significative del Novecento, eseguita per la prima volta nel gennaio 1941 davanti ai prigionieri e alle guardie del campo.

Mentre Messiaen attraversava quella drammatica esperienza, anche Claire cominciava a confrontarsi con una condizione di salute sempre più compromessa. La sua malattia, insorta durante gli anni della guerra, ebbe conseguenze devastanti e non le avrebbe più consentito di riprendere una vita normale.

È difficile stabilire quale sarebbe stato il destino artistico di Claire se non avesse dovuto affrontare quegli anni così difficili e, soprattutto, se la malattia non avesse progressivamente cancellato le sue possibilità espressive. Sarebbe riduttivo affermare che avrebbe necessariamente raggiunto una fama internazionale, ma è altrettanto ingiusto considerare la sua produzione come un episodio marginale.

Aveva gli strumenti culturali, la preparazione e la sensibilità per costruire un percorso personale. La sua formazione violinistica e compositiva le avrebbe potuto consentire di sviluppare ulteriormente un linguaggio proprio, confrontandosi con le trasformazioni della musica francese del suo tempo.

Tra le composizioni che ci sono giunte troviamo i Cinq Poèmes pour soprano et piano, Deux Pièces pour orgue del 1935, Parce, Domine, destinato all'organo, e Marie, toute-puissance suppliante, per quattro Ondes Martenot. Un catalogo che, pur non vastissimo, testimonia una personalità interessata a diverse possibilità espressive, dalla scrittura vocale alla musica sacra e alle nuove sonorità strumentali.

La sua vicenda ci lascia quindi con una considerazione inevitabile: Claire Delbos non fu semplicemente la prima moglie di Olivier Messiaen. Fu una musicista che ebbe una propria formazione, una propria sensibilità e un proprio progetto artistico, interrotto da circostanze che nessuna ambizione creativa avrebbe potuto contrastare.

La malattia la allontanò progressivamente dal mondo musicale e dalla vita familiare, trasformando quella che avrebbe potuto essere una storia di crescita artistica in una lunga esperienza di perdita.

Yvonne Loriod

La malattia di Claire non fu un episodio passeggero. Con il trascorrere degli anni, le sue condizioni fisiche e mentali peggiorarono fino a renderle necessario il ricovero in una struttura psichiatrica. La donna che aveva condiviso con Messiaen gli anni della giovinezza, la passione per la musica e la costruzione di una famiglia diventò progressivamente una presenza lontana dalla quotidianità del compositore.

Per Messiaen si aprì un periodo particolarmente doloroso. Doveva continuare a comporre, insegnare e occuparsi del figlio Pascal, mentre la donna che aveva amato e alla quale aveva dedicato alcune delle sue pagine più intime si trovava ormai in una condizione di grave sofferenza.

È proprio in questo contesto che entra nella storia Yvonne Loriod.

Nata nel 1924, Yvonne Loriod era una giovanissima pianista dotata di capacità tecniche eccezionali. Incontrò Messiaen nel 1941, quando lui insegnava al Conservatorio di Parigi e lei era una sua allieva. Aveva appena diciassette anni.

Tra i due nacque immediatamente un rapporto di grande affinità musicale. Messiaen riconobbe in quella giovane interprete una capacità pianistica fuori dal comune, una sensibilità e una comprensione del linguaggio musicale che gli avrebbero permesso di esplorare possibilità compositive sempre più ardite.

Loriod non fu semplicemente una virtuosa chiamata a eseguire le sue partiture. Divenne una presenza fondamentale nella sua evoluzione creativa: comprendeva le sue intenzioni, conosceva profondamente il suo pensiero e riusciva a tradurre sulla tastiera anche le soluzioni tecniche più complesse.

Nel 1943 Messiaen compose Visions de l'Amen per due pianoforti, destinato a essere eseguito insieme a Loriod. Seguirono altre composizioni nelle quali il pianoforte assunse un ruolo sempre più centrale, fino al monumentale ciclo Vingt Regards sur l'Enfant-Jésus, scritto nel 1944 e dedicato proprio alla giovane pianista.

L'intesa tra i due si trasformò progressivamente in qualcosa di più profondo. Ma la situazione personale di Messiaen rendeva quel sentimento particolarmente difficile da vivere. Nel 1949, dicono alcune fonti, a seguito di un intervento chirurgico di routine, Claire subisce una gravissima atrofia cerebrale che le causa un'amnesia totale e irreversibile. La donna perde la memoria di sé, della sua musica e della sua famiglia. Messiaen, devastato, è costretto a ricoverarla in una clinica psichiatrica specializzata a Hauts-de-Seine dove poi rimarrà fino alla fine in  stato vegetativo. 

Nonostante la condizione di Claire sia ormai irrimediabile, il legame matrimoniale per Messiaen rimane però intatto. Egli è infatti un cattolico fervente e rigoroso. Per lui il matrimonio con Claire, seppur ridotta a un guscio vuoto dalla malattia, rimane sacro e indissolubile davanti a Dio. Yvonne condivide la stessa fede. Per oltre un decennio, i due scelgono di vivere un amore puramente platonico e spirituale. Yvonne si prende cura di Pascal (il figlio di Messiaen) e supporta Olivier nel dolore quotidiano di avere una moglie istituzionalizzata, mentre insieme girano il mondo per concerti.

È importante sottolineare questo aspetto per comprendere la complessità della loro vicenda. Non si trattò quindi di un triangolo amoroso, né di una sostituzione della prima moglie con una nuova compagna. La relazione tra Messiaen e Loriod si sviluppò in una condizione di lunga attesa, nella quale l'amore e la collaborazione artistica si alimentarono reciprocamente, ma furono accompagnati dalla consapevolezza della sofferenza di Claire.

Yvonne, inoltre, non rimase estranea al dramma della donna. Secondo le testimonianze biografiche, accompagnava frequentemente Messiaen nelle visite a Claire, ricoverata negli ultimi anni della sua vita. Un particolare significativo, che restituisce alla vicenda una dimensione umana molto più complessa di quella che potrebbe emergere da una semplice ricostruzione sentimentale.

La presenza di Loriod fu dunque anche un sostegno concreto per il compositore durante un periodo particolarmente difficile. La loro intesa musicale si consolidava mentre la vita privata di Messiaen era segnata da una sofferenza che sembrava non avere fine.

Il 22 aprile 1959 Claire Delbos morì, in clinica, dopo molti anni di malattia e ricovero. Aveva soltanto cinquantadue anni.

La sua scomparsa chiudeva definitivamente una stagione della vita di Messiaen, ma non cancellava il significato del loro rapporto. Claire era stata la donna della sua giovinezza, la compagna dei primi anni di attività artistica, la madre di suo figlio e la destinataria di alcune delle sue composizioni più personali.

Proprio nel 1959, pochi giorni prima della morte di Claire, Yvonne Loriod aveva presentato per la prima volta il Catalogue d'oiseaux, uno dei grandi cicli pianistici di Messiaen. Una coincidenza cronologica che rende ancora più particolare questo passaggio della storia.

Dopo la morte di Claire, il rapporto tra Messiaen e Loriod cominciò a trasformarsi e  nel luglio 1961 i due si sposarono. Cominciava così una nuova fase, destinata a durare fino alla morte del compositore, nel 1992.

La loro unione fu un sodalizio artistico straordinario. Loriod divenne l'interprete di riferimento della musica pianistica di Messiaen, eseguendone le composizioni in tutto il mondo e contribuendo in maniera determinante alla diffusione del suo linguaggio. La sua tecnica e la sua conoscenza delle intenzioni del compositore furono essenziali per la realizzazione di opere come Turangalîla-Symphonie, Oiseaux exotiques e Catalogue d'oiseaux.

Ma il suo contributo non si limitò all'attività concertistica. Fu una collaboratrice preziosa, una lettrice attenta delle partiture e una custode della sua eredità musicale. Dopo la morte di Messiaen si occupò anche della preparazione e della pubblicazione di importanti materiali lasciati dal compositore.

La storia di Yvonne Loriod non può quindi essere ridotta al ruolo di seconda moglie o di musa ispiratrice. Fu una musicista di straordinario valore, interprete di riferimento della musica contemporanea e protagonista della vita musicale francese del Novecento.

Eppure, in questa straordinaria storia artistica, rimane sempre l'ombra di Claire.

La vicenda di Claire Delbos, Olivier Messiaen e Yvonne Loriod è una di quelle storie nelle quali la vita privata e quella artistica finiscono inevitabilmente per sovrapporsi.

Da una parte Claire, una musicista il cui percorso fu interrotto troppo presto, una donna che conobbe l'amore, la maternità e poi la progressiva perdita della propria autonomia. Dall'altra Messiaen, un compositore che attraversò una delle stagioni più difficili della sua esistenza senza interrompere il proprio cammino creativo. Infine Yvonne Loriod, la giovane pianista che entrò nella sua vita come allieva, diventando prima una compagna artistica insostituibile e poi la donna con cui avrebbe condiviso il resto della sua esistenza.

Non possiamo sapere quale sarebbe stato il destino di Claire se la malattia non avesse compromesso la sua vita. Non possiamo nemmeno immaginare quanto diversamente si sarebbe sviluppata la storia di Messiaen senza quella lunga esperienza di dolore. Possiamo però riconoscere che Claire non fu soltanto una parentesi nella biografia di un grande compositore.

La sua presenza è rimasta impressa nella musica di Messiaen, soprattutto nelle opere della prima stagione, e la sua assenza ha segnato profondamente gli anni successivi.

Forse è proprio questo il motivo per cui vale la pena ricordarla oggi, nel giorno della sua nascita. Non soltanto per restituire un nome a una donna troppo spesso ricordata esclusivamente come la prima moglie di Messiaen, ma per riconoscere il valore di una musicista che avrebbe meritato una storia diversa.

Perché la storia della musica non è fatta soltanto di capolavori e di grandi nomi. È fatta anche di esistenze spezzate, di talenti come quello di Claire Delbos che non hanno avuto il tempo di esprimersi pienamente e che, pur avendo lasciato un segno, sono state progressivamente oscurate dalla grandezza di chi è venuto dopo di loro.



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